Insoluti dei mutui: ne risentono le banche...?


In Italia, le banche vantano modestissime sofferenze, semplicemente perché i prestiti difficili sono stati fatti uscire dai bilanci cartolarizzandoli e cedendoli alle società di recupero crediti, ma le esecuzioni forzate autorizzate dai tribunali sui beni dei debitori sono raddoppiate quest'anno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, infatti le banche si stanno attrezzando ad affrontare i problemi autorizzando o contrattando periodi di sospensione dei pagamenti. In questo modo non ci sono effetti sullo stato patrimoniale delle banche creditrici.

In realtà le banche, quando non ricevono le rate dei mutui e dei prestiti non perdono quasi nulla, semplicemente registrano mancati guadagni. Ora, la liquidità in possesso del sistema bancario è una frazione minima dei valori in gioco, ma le banche non vogliono dire la verità sul proprio funzionamento, vale a dire sulla possibilità di sopportare senza problemi il mancato pagamento delle rate dei mutui e dei prestiti, perché ciò cambierebbe tutte le regole del gioco.

Non dovrebbe meravigliare, pertanto, se, nell'immediato futuro, il sistema bancario elaborerà ulteriori strategie per congelare i debiti più difficili non cartolarizzati o esternalizzati, in questo modo si creerebbe una situazione simile a quella per le tasse: i lavoratori regolari a reddito fisso le pagano anche per quelli che le possono evadere.

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