<body>

I mutui a tasso indicizzato

I tassi indicizzati variano al variare di un indice a cui sono legati secondo un meccanismo preciso, che cambia da banca a banca; questo indice dovrebbe rispecchiare l’andamento dei mercati finanziari: se i tassi d’interesse in generale aumentano (scendono), anche il tasso del mutuo aumenta (scende). Esempio: un mutuo è indicizzato all’euribor 6 mesi lettera + 1,5. Questo significa che la bànca, rata per rata, calcola un indice il cui unico ingrediente è l’euribor 6 mesi lettera (si tratta di un tasso a cui le banche si offrono denaro, riportato dai quotidiani finanziari, ma questo non è importante). L’indice può essere ad esempio l’ultimo dato del periodo o la media giornaliera o qualche altra combinazione dei valori dell’euribor nel periodo, comunque definita sul contratto di mutuo. Stabilito quale sia il valore dell’indice per la rata, la banca aggiunge 1,5%. Questo è il tasso d’interesse che verrà applicato al mutuo.
Pro e contro. Il vantaggio è che i tassi indicizzati sono meno cari di quelli fissi (oggi) e che, se i tassi diminuiscono, si riesce a ridurre l’importo delle rate. Per contro, ogni aumento dei tassi si traduce in un maggior pagamento. E' importante evidenziare che il tasso indicizzato è interessante soltanto perchi può permettersi di scommettere sull’andamento dei tassi; se invece lo stipendio, tolta la rata, non permette grandi margini di rischio, meglio scegliere i mutui a tasso fisso. Ecco un’idea di ciò che potrebbe capitare: partendo da una rata semestrale di 3.500 euro, per un mutuo decennale dì 50.000 al 6%, se si dovesse tornare in epoche con tassi al 12%, nel giro di 1 anno (cioè 2 rate), si arriverebbe ad una rata di 4.800 euro. Questo è un esempio estremo, ma anche un 9% dopo 4 anni porterebbe a 3.800 euro, che è di .300 euro in più della rata di partenza.

Etichette:

venerdì 11 luglio 2008
inserito da Cristiano, 10.37

0 Comments:

Aggiungi un commento