I tassi d’interesse
Il tasso di interesse sull’importo del mutuo concesso dalla banca può essere sostanzialmente di due tipi: tasso fisso e tasso indicizzato. Nel primo caso l’importo delle rate da pagare rimane sempre lo stesso fino ad estinzione del debito. Nel secondo caso invece la rata è indicizzata ad un parametro di mercato, cioè ne segue l’andamento. Esistono vari meccanismi di calcolo in questo caso. Uno dei più diffusi è quello legato al tasso Ribor (Rome interBank Offered Rate, il tasso d’interesse rilevato quotidianamente sulle piazze finanziarie italiane sulla base delle transazioni bancarie e usato come indice guida per i prestiti in euro a tre e a sei mesi) al quale le banche aggiungono qualche punto percentuale (di solito due o tre punti in più). Questa differenza rappresenta il guadagno della banca sul prestito concesso. Il consiglio è quello di confrontare i tassi dei mutui offerti dalle varie banche.Fate particolare attenzione ai cosiddetti tassi d’ingresso. parecchie banche, con la scusa che il tasso è variabile e che, pertanto le rate sono destinate a cambiare nel tempo, applicano sulla prima rata (più di rado su tutte quelle del primo anno) un tasso di interesse più contenuto per invogliare la sottoscrizione del mutuo. Ricordatevi che, in base alla legge sulla trasparenza bancaria, le banche devono esporre al pubblico i tassi di interesse in vigore e, per i mutui a tasso indicizzato, l’importo della rata, nonché il metodo e la periodicità di aggiornamento.
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