Mutui: Torna il fisso a farla da padrone
Nei primi cinque mesi del 2008, più del 70% dei nuovi prestiti sugli immobili è stato stipulato con il tasso fisso, mentre il restante 30% a tasso variabile, perchè la paura del tasso variabile legato all'Euribor ormai spaventa la quasi totalità dei mutuatari, siccome i tassi sono passati in un solo mese dal 5,75% al 5,85%. È il rapporto mensile dell'Abi (Associazione Bancaria Italiana), che mette in mostra anche un livello record dei tassi per i prestiti complessivi a famiglie e imprese, saliti al 6,3% rispetto al 6,23% di maggio. Per il futuro non c'è niente di buono in vista: nel rapporto dell'Abi riguardante il mese di giugno, quando ancora il tasso di riferimento della Bce era fermo al 4% salirà ancora. È quindi altamente probabile che l'aumento al 4,25% finisca per ripercuotersi sul livello dei tassi applicati a famiglie e imprese, che così raggiungerebbero un nuovo record in questo mese. Sia per i mutui che per i prestiti, ha spiegato l'Abi, si tratta comunque di tassi di interesse nominali, che, se depurati dall'inflazione, mostrano un miglioramento rispetto alla situazione del 2002. Al netto della corsa dei prezzi, che a giugno ha raggiunto il 3,8%, il tasso reale sarebbe infatti pari a circa il 2%, contro il 3% fatto segnare nel 2002. Se l'inflazione riduce il tasso di interesse reale applicato dalle banche, rende comunque sempre più difficile tenere dietro i rincari delle rate che seguono i continui rialzi dei tassi. Per questo si preferisce il fisso. Anche se le famiglie rimangono esposte al rischio dei tassi di interesse. Etichette: Mutuo_prestito

