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La spirale dei mutui

Tra i vari aumenti registrati tra il 2006, 2007 e 2008, il capitolo più importante è ancora costituito naturalmente dai mutui per la casa.
L'anno scorso solo in provincia sono stati erogati nuovi mutui per circa 200 milioni di euro. E in seguito all'aumento del costo del denaro, quelli a tasso variabile sono scesi dall'89 al 64 per cento del totale. Ma proprio l'aumento del costo del denaro ha fatto lievitare i tassi sui mutui, che alla fine dell'anno scorso sfioravano il 6 per cento. Il differenziale fra tassi attivi e tassi passivi è ormai del 5 per cento.
Tassi Bce più alti, mutui più cari per le famiglie italiane. Questa l'equazione nella mente del risparmiatore che ogni giorno combatte con l'aumento della rata variabile. In realtà il meccanismo di trasmissione fra le decisioni prese dalle banche e dal governo non è poi così immediato: come probabilmente ben sanno i mutuatari, i finanziamenti a tasso variabile sono indicizzati non al tasso di riferimento della Bce, ma a quegli Euribor che da tempo stazionano su valori ben più alti e che in genere si muovono in anticipo per riflettere le decisioni future dei banchieri.

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giovedì 28 agosto 2008
inserito da Cristiano, 16.48

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