Come si calcola il valore catastale della prima casa
Ai fini fiscali il valore da dichiarare è quello che si ottiene moltiplicando la rendita catastale, aggiornata del 5%, per 110. Ricordatevi che quando si dice che il coefficiente moltiplicatore è 115,5 significa che è il parametro da applicare alla rendita senza rivalutazione. Il risultato non cambia: dire rendita maggiorata del 5% (quella che si indica nel modello Unico) moltiplicata per no è come prendere la rendita catastale senza rivalutazione (quella che è indicata nel rogito, al catasto o sul modello 730) e moltiplicarla per 115,5. vediamo con un esempio: immobile con rendita di 1.ooo euro. La rendita aggiornata è di 1.o5o euro che, moltiplicata per 110, dà un risultato di 115.500 euro. Se moltiplichiamo la rendita base di 1ooo, quindi non aggiornata, per 115,5 abbiamo lo stesso risultato di 1155oo euro. L’importo così ottenuto trova applicazione per le imposte indirette dovute sugli acquisti (registro, ipotecaria e catastale), con esclusione dell’Iva (che deve essere applicata sul prezzo di vendita effettivo). L’aumento dei moltiplicatori, già in vigore dall’agosto 2004, non ha nessun effetto, invece, sull’Ici la cui base imponibile è sempre pari alla rendita catastale, maggiorata del 5%, moltiplicata 100.Etichette: Consigli_Mutuo

