Come si calcola l'imposta di registro

Il valore catastale costituisce la base per la dichiarazione del valore nell’atto. Naturalmente ci sono spesso ragioni per aumentare que­sto valore, per esempio quando è un’impresa a vendere dopo aver ristrutturato: sarà l’impresa a decidere a quale valore vendere e l’acquirente dovrà adeguarsi. Ci sono anche altri motivi per cui il venditore può chiedere di apporre sull’atto un valore superiore al valore «catastale». In questo caso sarà l’acquirente a decidere.
In ogni caso, se si dichiara almeno il minimo risultante dall’estimo, ìl fisco non potrà avere nulla da obiettare, e quindi non potrà proce­dere all’accertamento di un maggior valore.
Abbiamo affrontato in altre pagine lo scandalo di questi estimi, ec­cessivamente bassi proprio sulle case più costose. Naturalmente è uno scandalo anche dichiarare valori lontanissimi dalla realtà, ma è anche vero che con aliquote così alte, se il valore dichiarato fosse quello reale, verrebbero fuori delle sorbole. Il problema vero, che non può essere affrontato qui, è quello di rivedere tutta la tassa­zione sulla casa, che non riguarda soltanto il momento dell’acqui­sto ma anche quello dell’Ici.
Ma torniamo a come si effettua il calcolo. Si vada a vedere l’atto di provenienza che il venditore dovrà mettere a disposizione dell’ac­quirente già al momento dell’accettazione della proposta d’acqui­sto. Con una copia dell’atto si va al Catasto e si chiede il certificato catastale dove c’è la rendita catastale aggiornata. Supponiamo che la rendita catastale sia di 1.000,00 euro. Questa rendita deve essere maggiorata del 5 per cento: il risultato che si ottiene (nell’e­sempio 1.050,00 euro) è la rendita catastale rivalutata secondo le disposizioni di legge. Quest’ultima cifra va moltiplicata per 110 (solo per la prima casa, per 120 negli altri casi) e si ottiene così 115.500,00 euro, che è il valore minimo da dichiarare nella com­pravendita. L'imposta di Registro, se è prima casa, sarà di 3.465,00 euro, corrispondente al 3 per cento, più 336,00 euro per le impo­ste fisse ipotecarie catastali. Se invece siamo di fronte a una secon­da casa, l’imposta (comprese in questo caso le imposte ipotecarie e catastali) sarà il 10 per cento di 126.000,00 euro (1.050 x 120), corrispondente a 12.600,00 euro.

Etichette:

giovedì 18 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 12.48

0 Commenti:

Aggiungi un commento