Frazionamenti immobiliari
Prima di vedere come molte famiglie abbiano puntato sui frazionamenti, occorre dare uno sguardo generale al settore. In questi anni il comparto immobiliare ha vissuto una vera rivoluzione, per certi versi una rinascita. Compagnie di assicurazione, banche, grandi imprese erano piene di immobili che stavano lì come una specie di riserva patrimoniale, ma non servivano a nulla perché all’interno mancavano le competenze per massimizzarne la gestione. Queste imprese, a un certo punto, hanno compreso che, liberandosi di questa «zavorra», che può più utilmente essere gestita da imprese che si occupano solo di questo, avrebbero potuto concentrarsi sul cosiddetto core business, cioè sul proprio business specifico. Compagnie, banche, grandi imprese hanno dunque cominciato a fare gli spin off immobiliari, ovvero a separare e a venderebuona parte del patrimonio immobiliare. Ma chi l’ha comprato?
In veste di acquirenti hanno cominciato ad arrivare i fondi speculativi internazionali, soprattutto americani, come quelli di Morgan Stanley, Soros, JPMorgan, Lehman Brothers. O come quelli di Deutsche Bank. Questi fondi acquistano grandi lotti di immobili e dopo alcuni anni, dopo averli a volte ristrutturati e/o aver rinnovato il contratto di affitto, li rivendono lucrando forti plusvalenze.
La rivendita di questi grandi patrimoni può avvenire in vari modi: o direttamente per blocchi ad altri che provvederanno poi a utilizzarli direttamente o a rivenderli a loro volta frazionandoli, cioè vendendo le singole unità immobiliari di ogni edificio; o tramite i fondi immobiliari chiusi, che si possono creare anche direttamente «in conflitto d’interessi» (ovvero mettendo dentro un fondo creato da una propria società di gestione immobili che si possiedono); oppure frazionandoli e vendendoli a pezzetti.
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