Il mutuo
Il codice civile definisce il mutu0 come «un contratto con il quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità» (art, 1813). Una simile formulazione, pure se unita all’esame delle norme successive, non consente di cogliere una significativa differenza tra questa tipologia di finanziamento e le altre forme tecniche attraverso le quali vengono erogati i prestiti bancari. Nella prassi operativa tuttavia il termine «mutuo» identifica una struttura contrattuale ben definita, caratterizzata da àlcuni sostanziali aspetti che ben ne pongono in evidenza le differenze con le altre forme & credito bancario, peraltro espressamente regolamentate in un altro capo del codice civile.Da un punto di vista strettamente tecnico, vengono definiti mutui quelle operazioni che prevedono l’erogazione di una somma di denaro la cui restituzione da parte del beneficiano (mutuatario) avverrà secondo un piano di rimborso, che stabilisce la periodicità e l’ammontare delle rate. La determinazione del piano di ammortamento, lasciato all’iniziativa delle parti (in genere proposto dalla banca e accettato dal dente), viene solitamente effettuata secondo due procedimenti:
1. ammortamento a quota capitale costante (ammortamento uniforme): la rata, composta da una quota capitale che rimane invariata per tutta la durata del prestito, e da una quota interessi decrescente, in quanto calcolata sul debito residuo, risulta essere decrescente;
2. ammortamento progressivo o «alla francese»: la rata prevede una quota capitale crescente e una quota interessi decrescente, e pertanto risulta essere di importo costante per tutta la durata del finanziamento.
Al mutuatario viene normalmente concessa la facoltà di procedere all’estinzione anticipata del prestito, decorso un certo periodo di tempo (non inferiore ai dodici mesi dalla data di erogazione del mutuo), dietro pagamento di una penale commisurata all’ammontare del debito residuo e solitamente compresa tra lo 0,50 e il 3%.
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