La bufala delle rinegoziazioni

La rinegoziazione dei mutui pare una bufala.
Il risparmio per i portatori di mutuo a tasso variabile sembra inesistente: la convenzione Abi-Governo prevede in sostanza solo un allungamento del mutuo, che le banche concedevano anche prima, senza bisogno di leggi e decreti.

Alcune banche hanno tentato di salvare la faccia sostenendo che la convenienza della rinegoziazione «dipende dal reddito», come se fossero complessi calcoli a governare il confronto tra busta paga e uscite mensili.

La convenzione Abi-Governo avrebbe dovuto agire su due punti fondamentali, per essere davvero incisiva: il metodo di calcolo degli interessi e la verifica di merito sui mutui.

Ormai famoso sistema di ammortamento dei prestiti, quello cosiddetto «alla francese», permette il pagamento di interessi sugli interessi, premiando solo i creditori (banche), che aumentano gli introiti grazie alla rinegoziazione. Se da un lato gli interessi sono la giusta remunerazione del prestito, dall’altro il governo se vuole davvero intervenire dovrebbe curare gli interessi dei cittadini e cercare di alleviare le loro sofferenze, non peggiorarle.

Nella convenzione nulla si dice della valutazione di rischiosità del prestito; la rinegoziazione del mutuo andrebbe concessa solo a coloro che non hanno manifestato intenzione di speculazione.

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giovedì 11 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 15.38

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