L'asta senza incanto
Questa procedura è più semplice, più spedita e sicuramente meno costosa e adesso, con le nuove norme, diventa di fatto il canale privilegiato. Infatti nella vendita con incanto bisogna trovarsi o dal giudice o da uno dei soggetti che abbiamo visto sopra.
Tutti devono partecipare contemporaneamente, spostarsi da dove si trovano, con grande dispendio di energie.
Senza contare che, dopo tutta questa fatica, può anche non presentarsi nessuno.
Nella procedura senza incanto, invece, la gara viene aperta soltanto quando almeno un soggetto ha presentato la sua offerta in busta chiusa. Non ci sono rilanci:
vengono aperte tutte le buste e si aggiudica l’immobile a chi ha presentato l’offerta più alta.
Nella procedura senza incanto, invece, la gara viene aperta soltanto quando almeno un soggetto ha presentato la sua offerta in busta chiusa. Non ci sono rilanci:
vengono aperte tutte le buste e si aggiudica l’immobile a chi ha presentato l’offerta più alta.
A meno che non ci siano dei veri e propri brogli (peraltro quasi impossibili), con l’apertura delle buste prima della gara, questa procedura è in fondo la più cristallina. Vince chi indovina un prezzo anche con un euro più degli altri. Non essendoci rilanci, non sono neanche possibili trucchi di rialzi combinati per scoraggiare «acquirenti fuori dal giro». Anche nella modalità «senza incanto», l’asta può essere delegata dal giudice a uno dei soggetti abilitati.
Davvero molto è stato fatto, ma ancora di più sarà fatto, per rendere il meccanismo delle aste giudiziarie un canale utilizzabile anche dalle famiglie. Attualmente passa attraverso le aste giudiziarie soltanto il 7 per cento circa di tutti gli immobili compravenduti in un anno in Italia.
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