L’imposta sostitutiva sui mutui

Molti aspiranti acquirenti scopriranno con sgo­mento che, nel momento di massimo bisògno, nel mo­mento cioè in cui chiedono un mutuo, devono pagare l’imposta sostitutiva dello 0,25 per cento (se si tratta di prima casa) mentre per gli altri finanziamenti immobi­liari, l’imposta sostitutiva si attesta a quota 2 per cento.


Questa imposta, tuttavia, non si calcola soltanto sul­l’importo del mutuo, bensì su quello dell’ipoteca che è stata iscritta a garanzia di questo prestito. In genere le banche chiedono da 1,5 a 2 volte l’importo del mutuo.


Gli enti di previdenza. Fino a poco tempo fa gli enti di previdenza che erogavano mutui, come l’Inpdap per gli statali o 1’Inpgi per i giornalisti, non erano conside­rati alla stregua delle banche e i loro mutui finivano insieme a quelli delle finanziarie.


Una recente disposizione, però, ha finalmente assimilato gli enti di previdenza alle banche, almeno sotto questo aspetto.

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giovedì 18 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 12.39

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