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Mutui: Il trionfo del variabile

Negli ultimi anni il mutuo a tasso variabile si è rivelato il vero vincitore: all'inizio del 2005 i mutui variabili, secondo la società di ricerca Numisma, erano il 66,4 per cento del totale, contro il 19,8 per cento di quelli fissi e il 15,6 di quelli «misti» (per la spiegazione di cosa siano i misti si veda più avanti). Eppure, come abbiamo visto, un’alea c’è sempre. Che gli italiani sia­no tutti diventati coraggiosi? O c’è qualche altra ragio­ne che spiega questo successo? La verità è che i mutui a tasso variabile permettono di risparmiare subito una cifra considerevole. La maggior parte degli acquirenti che li ha contratti ha pensato intanto di risparmiare subito. In un secondo tempo, se i tassi dovessero risa­lire, sarà anche passato del tempo e la rata sarà più sopportabile.
O si studieranno altre contromisure.
Gli esperti ci dicono che, per confrontare la conve­nienza di un mutuo a tasso variabile rispetto a uno fis­so, occorre prendere in considerazione non l’intera vi­ta del prestito ma la prima metà. A causa del meccani­smo di ammortamento «alla francese», infatti, i primi anni di rimborso vedono quote interessi molto elevate e via via decrescenti, con il risultato che il risparmio di interessi ottenuto nel periodo iniziale necessiterà a mano a mano di un periodo di tempo più che propor­zionale per essere controbilanciato anche se il tasso variabile dovesse superare il fisso.

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sabato 13 settembre 2008
inserito da Cristiano, 17.27

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