Quanto si recupera con il bonus
Il bonus fiscale non è illimitato. Il credito ammonta alla minore tra le due imposte pagate sugli atti d’acquisto. Facciamo un esempio: prima casa con valore di 155.000 euro comperata nel gennaio 2002 versando un’imposta di registro del 3% per un totale di 4.650 euro. La casa viene venduta e con il ricavato si acquista un immobile di 258.000 euro sul quale è dovuta un’imposta di registro di 7.740 euro. Al momento del nuovo rogito, quindi, il contribuente dovrà sborsare solo 3.090 euro (il risultato di 7740 meno 4.650). Supponiamo, invece, che la nuova prima casa abbia un valore inferiore alla precedente, ad esempio 129.000 euro. All’Erario dovrebbero andare 3.870 euro. Il credito maturato dal contribuente con il primo acquisto, 4.650 euro, è ampiamente superiore e, quindi, non dovrà pagare nemmeno un euro di imposta di registro. Avrà le chiavi della nuova casa versando solo 336 euro di tributi ipotecari e catastali.E il credito in eccedenza? Va perso. Il bonus, infatti, non dà luogo a rimborsi e non può essere utilizzato parzialmente. Vale la pena ricordare che per l’Iva si fa riferimento all’imposta indicata nelle fatture di acconto e saldo. Se l’immobile ceduto è stato acquisito mediante appalto, deve essere considerata l’Iva indicata in tutte le fatture emesse dall’appaltatore per la realizzazione dell’immobile.
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