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Una legge applicata a fatica

Secondo le prime stime effettuate da Conafi meno del 2o% delle case in costruzione vendute entro il luglio 2008 avevano la garanzia della fideius­sione.
Il dato di per sé può sembrare catastrofico, ma in realtà è un po’ me­no preoccupante di quanto appaia a prima vista.
Come spiega l’avvocato Franco Casarano, presidente di Conafi, bisogna tener presente che dalla richiesta di concessione all’avvio della vendita dell’immobile relativo alla concessione stessa passano parecchi mesi, se non anni. Il dato, elaborato partendo dalle consistenze del fondo di garanzia, è cresciuto negli ultimi mesi: ciò significa che stanno entrando sul mercato anche case la cui con­cessione è stata data dopo il 21 luglio 2005. Non si può però ignorare il fat­to che la legge appare largamente disapplicata. O meglio, applicata all’ita­liana. È sempre l’avvocato Casarano a segnalare la presenza di compro­messi che a differenza di quanto stabilisce la legge prevedono che la fi­deiussione sia accesa su richiesta dell’acquirente. Ora questa clausola, ol­tre a essere un bieco trucco per richiedere un aumento di prezzo è sem­plicemente illegittima, esattamente come quella che nel rapporto con un artigiano prevedesse l’applicazione dell’Iva a richiesta del cliente. È vero che la maggioranza degli idraulici, tappezzieri, imbianchini ecc. rilasciano spontaneamente la fattura al cliente, ma anche quei pochi che vogliono evadere il Fisco di solito hanno il buon gusto di non scriverlo nero su bian­co. Considerazioni fiscali a parte, quando si tratta per l’acquisto di un im­mobile in costruzione una delle prime cose da chiedere è se la fideiussione è prevista e se il costo è già compreso nel prezzo finale dell’appartamento.

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lunedì 6 ottobre 2008
inserito da Cristiano, 12.39

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