Acquisti successivi
Acquisti successivi. Le aliquote ridotte spettano anche a chi acquista, successivamente, nuove quote di un immobile già beneficiato dalle agevolazioni.Grazie a un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate (25/E del 25 febbraio 2005) più favorevole ai contribuenti, è agevolato anche l’ampliamento dell’abitazione principale, a patto di non possederne altre nello stesso comune e purché la nuova porzione non abbia dimensioni tali da creare una unità immobiliare a sé stante, mantenendo caratteristiche non di lusso.
L’agevolazione spetta anche per l’acquisto di locali confinanti finalizzati all’allargamento della propria unità immobiliare acquistata a suo tempo con i benefici per la prima casa (purché l’accorpamento sia permesso dalla normativa urbanistica).
Per essere considerati pertinenza dell’appartamento non è necessario che il box o il posto auto siano nello stesso edificio, ma possono far parte di palazzi che sorgono nelle vicinanze.
In Lombardia, grazie alla legge regionale n. 22 del 19 novembre 1999, possono essere considerati pertinenze dell’abitazione anche i parcheggi acquistati in un comune confinante.
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Occhio ai rquisiti
Ecco, in estrema sintesi, i requisiti da possedere per beneficiare delle agevolazioni prima casa:1. l’abitazione non deve essere di lusso;
2. l’abitazione deve sorgere nel comune dove si ha la residenza oppure dove si lavora. La residenza nel comune deve essere spostata entro 18 mesi,
3. non si può possedere un diritto reale (da soli o in comunione con il coniuge) su un’altra abitazione nello stesso comune. Fa eccezione la nuda proprietà;
4. non si può essere titolari, da soli o in comunione con il coniuge, di un qualsiasi diritto, neppure una quota, su un altro immobile acquistato con i benefici fiscali “prima casa”, ovunque si trovi sul territorio italiano.
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Non si deve possedere un immobile già agevolato
Non si deve possedere un immobile già agevolato.Per beneficiare del taglio alle aliquote, l’acquirente non deve essere proprietario in tutta Italia, neppure per quote, anche in regime di comunione con il coniuge, di un’abitazione comperata con le agevolazioni prima casa.
Requisiti da dichiarare nel rogito.
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Nessuna proprietà nello stesso comune
Nessuna proprietà nello stesso comune. Lo sconto fiscale vale solo per la prima casa, quindi l’acquirente non deve possedere, da solo o in comunione con il coniuge, un diritto reale (proprietà, usufrutto, uso e abitazione) su un altro appartamento che sorge nello stesso comune.Etichette: Agevolazioni_casa
Così il fisco aiuta la prima casa
Per poter beneficiare degli sconti sull’acquisto della prima casa bisogna essere in possesso di determinati requisiti.Eccoli.
L’abitazione non deve essere & lusso. Sono dunque escluse dall’agevolazione le ville, le costruzioni con giardino pari a sei volte l’area coperta e gli appartamenti con una dimensione superiore a 240 metri quadrati.
Residenza nel comune entro 18 mesi. l'immobile da acquistare deve essere ubicato nel comune in cui l’acquirente ha la propria residenza o dichiara di volerla trasferire: per farlo ci sono 8 mesi di tempo.
Non è necessario che l’immobile diventi anche l’abitazione principale dell’acquirente, cioè quella in cui il contribuente e la sua famiglia dimoreranno abitualmente.
L’importante è avere la residenza nello stesso comune. Si può così beneficiare dell’imposta ridotta anche sull’acquisto di un immoblle che poi verrà dato in locazione oppure da destinare ai figli o ai genitori.
Aliquote ridotte anche per chi deve trasferirsi in un’altra città per motivi di lavoro, a condizione che l’immobile si trovi nel comune dove svolge la propria attività: in questo caso non si deve spostare la residenza.
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Le regole per i box
Le regole per i box. L’acquisto del box è trattato allo stesso modo della casa cui è collegato (in gergo si dice “di cui costituisce la pertinenza”).E questo anche se l’acquisto avviene ad anni di distanza da quello dell’abitazione.
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Il lusso paga di più
Il lusso paga di più. Sulle abitazioni considerate di lusso l’aliquota Iva è sempre del 20%, 504 euro in cifra fissa, mentre se è un privato a vendere, l’imposta di registro è quella massima: il 7% a cui va aggiunto il 3% di tributi ipotecari e catastali.Le caratteristiche che individuano le abitazioni di lusso sono indicate nel decreto ministeriale del 2 agosto 1969.
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Se si acquista dal costruttore
Se si acquista dal costruttore.Se si tratta della prima casa si applica l’aliquota Iva ridotta del 4% e le altre imposte (registro, ipotecaria e catastale) sono forfettizzate in 504 euro complessivi, i68 euro l’una.
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Se si acquista da un privato o da una società non costruttrice
Se si acquista da un privato o da una società non costruttrice. La prima casa, purché non di lusso, e le relative pertinenze, vale a dire il box, la cantina o un solaio accatastati autonomamente, beneficiano di uno sconto.L’agevolazione consiste nel pagare l’imposta di registro con un’aliquota del 3% e nel versamento in cifra fissa (168 euro ciascuno) dei tributi catastali e ipotecari, per un totale di 336 euro.
Anche un figlio minorenne, un interdetto o incapace, può acquistare casa con le agevolazioni (naturalmente con l’autorizzazione del giudice tutelare).
L’aliquota ordinaria (cioè per tutti gli altri tipi di immobili diversi dall’abitazione principale) è, invece, del 7%, alla quale vanno aggiunte l’imposta ipotecaria del 2% e quella catastale dell’i%.
In totale, sull’acquisto da un privato di un immobile senza agevolazioni, ad esempio la casa al mare o in montagna.
Il Fisco, quindi, si prende il 10%. Facciamo un esempio: un immobile con valore catastale di 100.000 euro (già rivalutato del 5%).
Se è una prima casa l’acquirente paga complessivamente 3.636 euro di tasse (cioè il 3% di iio.ooo euro come imposta di registro e 336 di imposte ipotecarie e catastali). Se l’appartamento è una seconda casa il totale sale a 12.ooo euro perché l’aliquota del io% si applica su un valore più alto, 120.000 euro.
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Questo il conto da pagare
Abbiamo dato la precedenza alle principali novità contenute nel decreto Bersani-Visco, quindi al valore reale da dichiarare nel rogito e a come si trova il valore catastale a seconda dei soggetti che vendono l’immobile.Ora però bisogna mettere mano al portafoglio e per farlo occorre conoscere le aliquote da applicare ai valori individuati.
Il Fisco pesa in modo diverso a seconda che si stia comprando l’abitazione principale o una seconda casa (in città, al mare o in montagna, purché si tratti di un altro immobile oltre a quello già posseduto in cui si vive, non fa differenza), ma anche se a vendere è un privato o una società non costruttrice oppure si tratta di un immobile nuovo, realizzato da meno di quattro anni e a vendere è lo stesso costruttore.
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Elenco aziende credito al consumo
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Mutui: dove bussare per trovare i quattrini
Lo sportello presso il quale avete già il conto corrente è la soluzione più semplice. Ma non sempre la scelta più comoda è la più vantaggiosa. Le banche, infatti, si stanno facendo un’agguerrita concorrenza e il mutuo è spesso l’arma usata per acchiappare nuovi clienti. Molto probabilmente, infatti, chi sottoscrive un finanziamento è destinato a rimanere fedele all’istituto per un lungo periodo di tempo, anche per venti o trent’anni.Anche se cambiare banca è meno costoso di un tempo, chiudere il conto con un mutuo è piuttosto complicato. Il consiglio è di visitare molti istituti e confrontare un elevato numero di offerte, dato che, a parità di tipologia di tasso e di durata, sul mercato la differenza tra le proposte delle diverse banche può anche superare l’i%. In questa gara al mutuo migliore può essere molto utile l’uso di Internet che consente di mettere a confronto le condizioni di molti istituti di credito senza doverli visitare personalmente.
Vale anche la pena chiedere all’ufficio del personale o al Cral dell’azienda in cui lavorate o in cui lavora un familiare se esiste una convenzione con qualche banca. In questi casi è possibile che le agenzie interessate dall’accordo applichino condizioni di favore ed è più facile trovare maggiore trasparenza. Buona norma provare anche agli sportelli delle banche che si trovano nelle vicinanze della nuova abitazione. Senza dimenticare l’ufficio postale.
Se scegliete una nuova agenzia, ricordate di dire subito con quale banca avete già rapporti e che siete alla ricerca delle condizioni migliori per fare il mutuo. Questo per non dare l’impressione che sia la vostra banca a non volervi concedere il finanziamento. Anche se alle volte non è chiesto espressamente, è quasi sempre più conveniente aprire un nuovo conto corrente, cui appoggiare stipendio, pagamenti e le rate del finanziamento:
così è possibile anche ottenere condizioni migliori e si riducono le spese per l’incasso della rata. Infatti, di solito al proprio cliente sono addebitate solo le spese connesse alla scrittura contabile sul conto corrente e, quando è prevista questa procedura, quelle postali per l’invio dell’avviso di scadenza, senza altre commissioni, mentre addebitando l'importo su un altro conto corrente il costo è almeno quello del Rid, la procedura per l’incasso automatico.
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Mutui flessibili e mutui conto
Caratteristiche: è previsto il regolare pagamento dei soli interessi, mentre il capitale può essere rimborsato con una certa elasticità, ad esempio anno per anno in concomitanza con la tredicesima o con entrate straordinarie.Gli interessi sono indicizzati. La rata è calcolata sul capitale complessivo da rimborsare fino alla prima restituzione (subendo, ovviamente, le variazioni dovute all’andamento dei mercati finanziari).
A chi sono adatti: soprattutto a lavoratori autonomi e professionisti che possono programmare la restituzione del prestito in base ai propri flussi finanziari.
Lati negativi: in genere sono previste penali se il capitale non viene rimborsato alle scadenze prestabilite.
Mutui conto
Caratteristiche: finanziamenti legati a un deposito presso la medesima banca; la giacenza del conto corrente di appoggio al mutuo viene remunerata ad un tasso lordo uguale a quello del prestito.
A chi sono adatti: a chi conta di effettuare dei risparmi.
Lati negativi: vedi sopra. Difficilmente chi fa un mutuo ha anche dei risparmi.
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I mutui con la polizza
Caratteristiche: assieme a un mutuo viene stipulata anche una polizza vita. In pratica, oltre a pagare la rata (interessi più capitale), si versa un premio assicurativo.In caso di morte del capofamiglia o d’invalidità permanente sarà l’assicurazione a completare il piano di rimborso o a restituire alla banca il capitale residuo, sollevando la famiglia da ogni impegno finanziario.
Attenzione, la polizza vita può essere obbligatoria se chi contrae il mutuo a più di 60-65 anni prima della condusione del rimborso, oppure quando c’è più di un minore a carico. In alcuni casi è possibile stipulare anche una polizza contro il rischio di disoccupazione.
A chi sono adatti: l’accoppiata mutuo-polizza è indicata soprattutto per le famiglie monoreddito e per quelle dove chi garantisce la parte più consistente delle entrate mensili è anche il membro più anziano.
A chi vuole garantire, per ogni evenienza, la massima tranquillità alla sua famiglia.
Lati negativi: la formula può essere costosa. Inutile pensarci se si ha già una propria assicurazione sulla vita e contro gli infortuni.
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Come si calcola l’onorario del notaio
La tariffa del notaio è modulare: si costruisce cioè "a pezzetti" con tanti «mattoni» diversi. La base di tutto è costituita dagli onorari repertoriali. In relazione al valore (prezzo dell’immobile) la tariffa ministeriale (l’ultima è quella approvata con Dm 27.11.2001, pubblicata nelia Gazzetta Ufficialen. 292 del 17.12.2001, con effetto dall’ 1.1.2002 che ha tenuto conto del passaggio dalla lira all’euro) prevede distinti onorari repertoriali (l’onorario che viene iscritto al Repertorio dove sono annotati tutti gli atti del notaio e che costituisce la base per il calcolo dei contributi alla Cassa Nazionale del Notariato e della Tassa di Archivio).Tale onorario repertoriale è anche la base per il calcolo del compenso per le diverse prestazioni in cui si può frazionare la complessiva prestazione dell’atto notarile (rilascio di copie, note di trascrizione e di voltura catastale). Sulla stessa base è calcolato il rimborso delle spese generali di studio in misura pari al 15 per cento degli onorari di tariffa.
Al notaio competono poi altri diritti e indennità (scritturato dell’atto, presentazione dei documenti agli uffici, indennità per operazioni fuori dello studio) e un compenso per l’opera di studio, documentazione, consultazione con le parti (per quest’ultima voce secondo criteri dettati da ciascun Consiglio notarile).
Per sapere quale può essere il costo del singolo atto occorre conoscere la tariffa approvata dal singolo Consiglio notarile che contiene per ogni scaglione di valore sia il calcolo dell’onorario repertoriale di atto, degli onorari di copia e degli altri diritti, sia la definizìone del compenso (per la prestazione tipo) per l’opera di studio, consultazione eccetera (articolo 30 della tariffa).
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Il mutuo ipotecario
Scegliere l’istituto di credito che garantisce le condizioni più trasparenti e convenienti è senz’altro importante.
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Il mutuo e gli obblighi del notaio

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Mutui misti fisso-variabile

Nel senso che è lo stesso cliente, dopo un periodo iniziale a tasso fisso di circa un anno, a decidere come procedere: se cioè passare al variabile (in genere se l’opzione non viene esercitata scatta proprio quest’ultimo tasso) o passare al fisso.
Queste opzioni scattano in periodi prefissati di un anno o più anni.
Per esempio, una volta scelto il variabile, bisogna restarci di solito almeno un anno (ma alcune banche stabiliscono altre scadenze: due, tre o anche cinque anni) per poi decidere di nuovo.
Per molti questa decisione può essere angosciante perché bisogna continuamente monitorare il mercato e decidere il da farsi. Se ci si attende nel prossimo futuro un aumento dei tassi, allora è meglio andare sul fisso.
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Mutui a tasso variabile e rata costante (con durata variabile)

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I mutui a tasso fisso

Si è sempre detto che un mutuo del genere sembra ritagliato apposta sulle esigenze di un percettore di reddito fisso, quindi di un lavoratore dipendente.
Inoltre, sempre astrattamente, si può dire che in periodi in cui ci sono aspettative di inflazione crescente il mutuo a tasso fisso può diventare anche un affare per chi lo prende (infatti i tassi saliranno, il costo del denaro sarà più alto ma per chi ha questo mutuo tutto resta come prima.
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Bisogna essere buoni pagatori
Da un punto di vista giuridico non c’è bisogno di particolari requisiti per poter chiedere un mutuo.Basta essere cittadini italiani residenti in Italia oppure cittadini di Stati Ue; o, ancora, cittadini extracomunitari ma con regolare permesso di soggiorno in Italia e si deve essere maggiorenni.
Se una cambiale è finita in protesto o si è emesso un assegno a vuoto, le possibilità di ricevere il credito sono scarse e comunque difficilmente si ottiene il finanziamento alle condizioni standard, ma per sentirsi negare il prestito può bastare in certi casi anche aver ritardato il pagamento di una piccola rata per l’acquisto di elettrodomestici.
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L’iva sulle prestazioni professionali
Quando l’agente immobiliare vi porterà la sua ricevuta potreste sentirvi male per la cifra che viene fuori, ma, dulcis in fundo, dovete considerare anche l’Iva del 20 per cento. Inutile dire che l’evasione in questo settore è astronomica. Infatti né l’agente immobiliare né tantomeno l’acquirente e in questo caso neanche il venditore hanno alcun interesse a farsi rilasciare una fattura per l’intero importo (quando va bene se ne fa una per una piccola parte della provvigione).Inutile dire come finì questa proposta: abbandonata. La lobby degli agenti immobiliari è molto forte e, soprattutto; numerosa.
Anche il notaio si fa pagare l’Iva sulla sua parcella (e qui, ovviamente, non c’è alcuna evasione).
nonostante ci sia qualcuno che chieda di eliminare l’imprimatur dei notai sulle compravendite facendo scegliere all’acquirente se utilizzare questa prestazione o farsi certificare la compravendita da un funzionario comunale o bancario, come avviene in Gran Bretagna dopo la liberalizzazione della Thatcher, va detto almeno, come consolazione, che comunque il notaio è uno dei pochi, forse l’unico professionista, che paga tutte le tasse (e infatti risulta ai primi posti fra i contribuenti).
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Il mutuo ipotecario
