I dati Istat raffreddano gli entusiasmi del governo
Lenggendo e interpretando i dati sull’inflazione ci si accorgere che la crisi non è passata.
Calano le vendite, aumentano i prezzi. Dopo l’inflazione a tasso zero di luglio e l’aumento dei consumi (+0,1%) di maggio, a giugno le vendite hanno perso circa lo 0,4% mentre i prezzi al dettaglio di luglio hanno ricominciati a crescere facendo registrare un +0,4%. Nell’Eurozona l’inflazione cala per il terzo mese consecutivo (-0,2%). Dati previsti dall'Istat che come al solito hanno spiazzato gli analisti e fatto infuriare le associazioni dei consumatori.
A spiazzare è il dato sulle vendite al dettaglio che ha raffreddato i facili entusiasmi che hanno accompagnatoi dati del mese di maggio, che avevano indotto gli analisti ad annunciare la fine della crisi e l’inizio di una nuova crescita. Oggi, alla luce di una contrazione che sull’anno fa registrare un calo dello 0,8%, gli entusiasmi diventano solo speranze deluse lasciando ai cittadini l’amara impressione che ancora una volta si navighi a vista.
Alla drammatica situazione in cui versa il potere di acquisto delle famiglie si aggiunge un ulteriore elemento che metterà a dura prova il bilancio familiare. Perciò non è più rinviabile il varo di norme utili a sostenere i redditi delle famiglie in difficoltà come ad esempio la moratoria sui debiti, per rilanciare i consumi e venire incontro a quelle famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo e delle bollette.
Calano le vendite, aumentano i prezzi. Dopo l’inflazione a tasso zero di luglio e l’aumento dei consumi (+0,1%) di maggio, a giugno le vendite hanno perso circa lo 0,4% mentre i prezzi al dettaglio di luglio hanno ricominciati a crescere facendo registrare un +0,4%. Nell’Eurozona l’inflazione cala per il terzo mese consecutivo (-0,2%). Dati previsti dall'Istat che come al solito hanno spiazzato gli analisti e fatto infuriare le associazioni dei consumatori.
A spiazzare è il dato sulle vendite al dettaglio che ha raffreddato i facili entusiasmi che hanno accompagnatoi dati del mese di maggio, che avevano indotto gli analisti ad annunciare la fine della crisi e l’inizio di una nuova crescita. Oggi, alla luce di una contrazione che sull’anno fa registrare un calo dello 0,8%, gli entusiasmi diventano solo speranze deluse lasciando ai cittadini l’amara impressione che ancora una volta si navighi a vista.
Alla drammatica situazione in cui versa il potere di acquisto delle famiglie si aggiunge un ulteriore elemento che metterà a dura prova il bilancio familiare. Perciò non è più rinviabile il varo di norme utili a sostenere i redditi delle famiglie in difficoltà come ad esempio la moratoria sui debiti, per rilanciare i consumi e venire incontro a quelle famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo e delle bollette.
Etichette: inflazione

