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Consigli per il tuo mutuo

Quando si intraprende la strada che porta all'acquisto di un immobile e alla stipula di un mutuo bisogna considerare che non sempre il mutuo più economico è quello che presenta il tasso più basso.
Quando si è davanti alle numerose offerte dell banche bisogna tenere in grande considerazione i costi fissi e le imposte, che possono influire non poco sull’ammontare del finanziamento.

Il miglior mutuo molto spesso non è quello apparentemente più vantaggioso, ma il più coerente con le proprie capacità di spesa e al proprio reddito.

In particolare esisotono dei costi che possono variare sensibilmente lo sforzo che il mutuatario deve sostenere, come le spese di perizia, i costi di istruttoria, le spese di incasso rata ed il costo dell’assicurazione a copertura dei casi di scoppio o incendio dell’immobile

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domenica 12 aprile 2009
inserito da Andrea , 16.48 | link | 0 commenti |

Il Microcredito per gli impianti fotovoltaici

Il "Fondo di Rotazione per le Energie Intelligenti" aiuta con un microcredito i cittadini che vogliono servirsi delle energie da fonti rinnovabili.
Il credito viene erogato per 15 anni, finanziando l’impianto al 100% con un tasso dello 0,5% annuo sulla metà dell’importo finanziato per la costruzione dell’impianto fotovoltaico.
Dal 15° anno l'impianto porterà ad un guadagno netto di 2.338 euro all'anno, per un totale di 11.690 euro in cinque anni.
Inoltre il cittadino ammortizza i costi anche con lo ‘scambio sul posto’, per cui un soggetto titolare di un impianto di potenza fino a 20 kW alimentato da fonti rinnovabili, può vendere l’energia elettrica prodotta sul mercato libero; ciò gli permette di non pagare nulla per le rate relative all’installazione dell’impianto e ridurre a zero il costo della bolletta elettrica fin dal primo chilowatt prodotto.

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martedì 2 dicembre 2008
inserito da simonetta , 23.07 | link | 0 commenti |

Acquistare casa: attenti alle spese

Acquistare una casa da una società può avere costi decisamente superiori a quelli di una comperata da un privato. Perché quando si ha a che fare con un privato c’è l’imposta di Registro (del 3 per cento per la prima abitazione) che si calcola sul valore dichiarato in atto, che può coincidere con il valore catastale, cioè il valo­re minimo dichiarabile.

Quando si acquista da una società, l’importo dell’Iva è al 4 per cento per chi acqui­sta una prima casa, il 10 per tutti gli altri. Ma attenzio­ne! Una società non può dichiarare meno del valore effettivo: dunque l’iva si applicherà in questo caso al vero costo della transazione e non alla valutazione catastale.

Facciamo un esempio. Se io compro una casa da un privato a 500.000 euro, il valore catastale si situerà, poniamo, intorno ai 150.000 euro che, moltiplicati per il 3 per cento, fanno 4.500 euro. Acquistando diretta­mente da Pirelli Real Estate, o da una società simile, bisognerà versare 500.000 euro x 4 per cento = 20.000 euro. Una bella cifra, non c’è che dire! Una differenza superiore a 15.000 euro, che nel caso specifico signifi­ca che, a parità di altre condizioni, quell’abitazione costa il 3 per cento in più di un’altra analoga acquista­bile da un privato.

E non pensiate di cavarvela, alme­no, non pagando la provvigione all’agente. Quando si compra direttamente da Pirelli RE, si paga il 3 per cento (più Iva del 20 per cento) come provvigione alla rete di vendita. Né più né meno che in altre compra­vendite dove ci sono gli agenti immobiliari.

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sabato 25 ottobre 2008
inserito da Cristiano , 12.59 | link | 0 commenti |

Pubblico ufficiale

Il notaio è un pubblico ufficiale e come tale fornisce garanzie di imparzialità e rettitudine superiori a quel­le di qualsiasi altro soggetto che entra nell’operazione di vendita o di acquisto.

Ci sono anche casi di notai fi­niti sotto inchiesta, ma si tratta di evenienze molto ra­re, per fortuna.

Naturalmente sono sempre possibili frodi a opera di altri soggetti, e anche l’opera di un notaio diligente può non essere sufficiente a rilevarle.

Dunque occorre sempre mantenere una prudenza di fondo, ma si trat­ta di eventi eccezionali.

In ogni caso, soprattutto se il notaio è stato scelto dall’acquirente e non imposto dal costruttore, questo professionista deve essere considerato un confidente che può darci utili consigli.

Si ricordi comunque che la scelta del notaio spetta per consuetudine all’acquirente. Ouesto perché, nella compravendita è l’acquirente il soggetto più debole, quello a cui deve essere trasferita una proprietà che fa capo a un altro soggetto.

Se qualcosa va storto, è l’ac­quirente a rimetterci, perché il vecchio proprietario ri­marrà tale mentre avrà intascato un congruo anticipo (di solito un 20-30 per cento della cifra complessiva).

Il venditore scrupoloso potrà comunque rivolgersi a un notaio per propone all’acquirente un preliminare di suo gusto. Sarà poi lo stesso acquirente a farlo va­gliare al proprio notaio.

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giovedì 23 ottobre 2008
inserito da Cristiano , 15.44 | link | 0 commenti |

Se serve la ristrutturazione

Se finalmente abbiamo fatto coincidere vendita e riacquisto, c’è ancora un ulteriore problema da affron­tare, quello della ristrutturazione.

Se infatti serve riat­tare l’appartamento che si acquista, vuol dire che tutti i tentativi di far coincidere le due operazioni di vendi­ta e di riacquisto verranno vanificati.

Se l’appartamento che si acquista è libero, si po­trebbe chiedere al proprietario il favore di entrare pri­ma per cominciare i lavori.

Bene, contrariamente a quel che si pensa, difficilmente il proprietario lo con­cederà.
Perché di tutto quello che avviene in quell’abita­zione prima del passaggio di proprietà è lui il responsa­bile, anche penalmente.

La via d’uscita è chiedere all’acquirente del proprio appartamento un po’ di tempo in più dopo la stipula, quindi dopo che lui è diventato il nuovo proprietario.

Per convincerlo, è possibile che, invece di saldare del tutto il conto, l’acquirente lasci in deposito al notaio una tranche finale che lo stesso funzionario pubblico darà al venditore nel momento in cui questo lascerà l’immobile.

Il nuovo proprietario potrà anche chiedere, e inse­rirla nell’atto, una penale per ogni giorno in più che passa oltre il tempo previsto di consegna.

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mercoledì 22 ottobre 2008
inserito da Cristiano , 12.45 | link | 0 commenti |

Se fra la vendita e l’acquisto i prezzi salgono o sono più alti del previsto

Per ricollegarci ai post precedenti che rigurdavano la vendita e l'acquisto, oggi vogliamo porvi altri due possibili problemi che si possono riscontrare.

Quindi neanche se ci si rassegna a passare un periodo in un residence o in casa dei genitori siamo completamente al sicuro.

Perché possiamo incappare, com’è accaduto fra il 1999 e il 2004 o 2006 e 2007, in formidabili aumenti dei prezzi, per poi calare drasticamente di un 15-20%.

A volte è bastato attendere sei mesi per trovare una situazione completamente cambiata, scoprendo con grande scorno non soltanto che la casa che si voleva acquistare è aumentata del 10 o più per cento ma an­che che la casa che si è venduta ha oggi un prezzo su­periore!

Tutti i conti sono sballati e per farli tornare si dovrà accendere un mutuo molto superiore a quello stabilito inizialmente.

La stessa cosa può accadere se non si sono focalizzati bene i prezzi della zona dove s’intende acquistare: una bella sor­presa negativa non trovate!

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inserito da Cristiano , 12.20 | link | 0 commenti |

Se prima si vende

Abbiamo analizzato sinteticamente cosa può accadere se prima si acquista senza le garanzie di aver prima venduto il vecchio immobile o appartamento.

Se invece prima si vende? Mille volte meglio, dunque, prima vendere.

Ma an­che qui ci sono molti insidiosi trabocchetti.

Per esem­pio, fissata la vendita a certe condizioni, si va a cercare una casa.

Magari la si trova, ma i pagamenti non coin­cidono.

Per esempio, nella vendita si è stabilito un prezzo complessivo di 500.000 euro, e le varie scaden­ze entro cui questa somma deve essere versata.

Ponia­mo che mi debbano versare 100.000 euro subito, 200.000 entro tre mesi e il resto alla consegna, mettia­mo a sei mesi.

Per il riacquisto, però, mettiamo che il prezzo sia di 600.000 euro e che i venditori della casa che vorrei acquistare vogliano 120.000 euro subito, più altri 250.000 entro tre mesi.

Io non ho questi soldi,
-perché ho stabilito un diverso scadenzario e comun­que contavo di pagare la differenza di 100.000 euro tra le due case alla fine, con un mutuo.

In conclusione, siate sempre accorti sia nell'acquistare che nel vendere, facendo attenzione a mettere in relazione tutti gli aspetti della compravendita, per poi non ritrovarvi in amare situazioni dalle quali e difficile uscirne indenni.

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lunedì 20 ottobre 2008
inserito da Cristiano , 13.02 | link | 0 commenti |

Se prima si acquista

Come abbiamo visto nell'articolo (Vendere per ricomprare) molte famiglie si trovano in grosse difficoltà, intrappolate nella morsa del vendere e comprare casa.

A volte essendosi impegnate all’acquisto en­tro un certo periodo, utilizzando i soldi della vendita, possono scoprire che il prezzo inzialmente fissato per la vendita della propria casa era troppo alto, o che non si riesce a concretizzare la vendita entro il tempo previ­sto per l’acquisto.

Ma a questo punto i conti sballano completamente e così si perde l’anticipo versato alla controparte, che giustamente la reclama come penale per il mancato affare.

Di fronte a questa spiacevole eve­nienza, la famiglia va in processione dal venditore a cui ha affidato,tramite l’agenzia, la caparra, chiedendola indietro.

Qualche volta questa tecnica riesce, altre no.

Meglio dunque non trovarsi in questo sfortunato fran­gente.

Senza considerare che, comunque, l’agente può aver maturato anche il diritto a una "penale".

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inserito da Cristiano , 12.46 | link | 0 commenti |

Vendere per ricomprare

La maggior parte degli acquisti, ormai, presuppone una precedente vendita della prima casa.
In altre paro­le, il mercato è soprattutto sostenuto non dal solo ac­quisto di prime case, ma dal "cambio" della prima casa.
Ad alimentare le transazioni, quindi, sono soprattutto coloro che hanno già una prima abitazione e vogliono cambiarla per qualsiasi ragione: avvicinarsi al lavoro, al centro o, al contrario, andare in una zona più lontana ma più verde.
Pensandoci bene non potrebbe che essere così: ormai in Italia risulta che l’80 per cento delle fami­glie abbia una casa di proprietà.
Tra parentesi, possia­mo notare che queste statistiche devono essere «lette» correttamente. Possedere una casa può voler dire che se ne possiede una nel paese o nella città di origine, ma non dove ci si è trasferiti e si vive. Quindi è molto proba­bile che quelle statistiche non dicano tutta la verità.
Il classico dilemma di chi si trova in questa situa­zione è quello di stabilire se prima si debba vendere o prima comprare. Qualunque sia la prima risposta che ci viene in mente può darsi che non sia quella giusta. Ma, prima di arrivare a una conclusione, esaminiamo che cosa accade comunemente.
Una famiglia che abbia deciso di trasferirsi comin­cia a guardarsi intorno per vedere quanto possa valere il proprio appartamento e quanto quello della zona in cui vuole andare a vivere. Nel fare questa operazione, che dura non giorni né settimane ma in genere mesi, può imbattersi in una casa che soddisfa i propri gusti, l'agenzia che segue la vendita dell’appartamento che questa famiglia vuole comprare cerca di forzare la ma­no e spinge per un immediato impegno all’acquisto, magari incaricandosi di vendere anche l’altra casa.

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inserito da Cristiano , 12.29 | link | 0 commenti |

Tassi d'ingresso e tassi a regime

Molti mutui a tasso indicizzato hanno una sgradevole caratteristica: le prime rate (una o due) hanno un tasso, mentre le successive ne hanno un altro, maggiore. Naturalmente, le banche pongono l'accento sul tasso delle prime rate, raccogliendo clienti in un modo che sa chiara­mente di ciarlataneria.
Come difendersi da queste scorrette pratiche commerciali?
In un solo modo: ponendo chiaramente ai bancari una serie di domande.
- Distinguete fra tasso d'ingresso e tasso a regime?
- Quanto è il tasso d'ingresso?
- Quanto è il tasso a regime?
- Per quante rate pagherò gli interessi calcolati con il tasso d'ingresso? Davanti a un simile fuoco di fila, che mostra chiaramente che il cliente non è uno sprovveduto, le risposte non potranno che essere chiare. Ma, dato che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, prendete le decisioni soltanto su documenti scritti su carta intestata con gli stessi dati delle dichiarazioni a voce.

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inserito da Cristiano , 12.04 | link | 0 commenti |

Mutui: qualche consiglio

In generale il consiglio è di diffidare dei consigli riguardo al mutuo, espressi dagli agenti immobiliari, soprattutto se questi hanno un rapporto diretto con qual­che banca particolare (ci sono molti accordi in cui i mediatori agiscono in qualità di procacciatori d’affari per conto degli istituti di credito, che gli riconoscono una provvigione).


Al di là del fatto se questi mutui ab­biano costi più alti di altri che si possono trovare sul mercato, e questo sarà l’ISC a dircelo, bisogna cercare sul mercato il mutuo che più si attaglia alla propria si­tuazione secondo i parametri che abbiamo visto negli articoli postati in precedenza.


E non bisogna farsi spaventare dal fatto che ma­gari con quel particolare istituto di credito non si han­no rapporti: le banche sono felici di prestare il loro de­naro, perché è con questa attività che guadagnano.

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domenica 19 ottobre 2008
inserito da Cristiano , 16.29 | link | 0 commenti |

Come si valuta la casa

Il primo passo per valutare un appartamento è, ovviamente, il calcolo del­la sua superficie. Ci sono diversi sistemi, più o meno ufficiali e ormai en­trati negli usi e consuetudini locali, per determinare la dimensione di un’unità immobiliare abitativa. I metri quadrati da prendere in considerazione non sono solo quelli calpestabili, ma comprendono anche l’ingom­bro sul pavimento di tutti i muri di divisione dei locali interni dell’abitazione e quelli portanti esterni, mentre i muri che dividono il vostro dagli altri appartamenti del palazzo sono da calcolare a metà. Va però detto che la norma Uni 10750, in realtà, prescriverebbe di calcolare i muri portanti nelle case in condominio al 50%.
Inoltre, c’è da calcolare la cantina o il solaio. Facile capire, quindi, che rispetto alla superficie calpestabile, cioè quella realmente utilizzabile, i metri quadrati commerciali sono supe­riori del 15-20%.
Ci sono poi balconi e terrazzi che contribuiscono per una quota che va­ria dal 25 al 40% della loro superficie (è come dire che se un metro quadra­to di appartamento vale 4.000 euro, quello di un balcone è calcolato da 1.ooo a 1.6oo euro). Se il terrazzo può essere sfruttato per mangiare all’a­ria aperta e la sua dimensione è contenuta in 20-25 metri quadrati (oppure è interamente coperto) ed è allo stesso piano dell’appartamento, la valutazione può essere vicina al 35-40%. Mentre se è molto grande oppure è posto al primo piano, con relativo affaccio di tutti i condomini dei piani supe­riori, il suo valore scende al 20-30%. Una veranda abitabile può valere dal 50 al 95% del valore pieno dell’appartamento. Mentre un soppalco agibile e in regola con le norme urbanistiche può essere calcolato al 5o%. Infine un metro quadrato di cantina o solaio è da calcolare al 15-20%.
Non sono assolutamente da far rientrare nella superficie commerciale il ballatoio comune o altri spazi condominiali, come la portineria o il giardi­no. Molto spesso, però, chi vende appartamenti in costruzione, per tenere basso il prezzo nominale al metro quadrato, nel computo si fa “scappare” anche queste parti comuni.
Il fallo però che l’edificio sia dotato di un’area verde fa apprezzare mag­giormente anche il singolo alloggio. Quando il giardino è di proprietà, la sua valutazione va considerata a parte, facendo riferimento alla zona.
Anche l'eventuale box o il posto auto va calcolato a sé, in base ai valori del quartiere (può arrivare da solo a superare 60-70.000 euro) ma, anche in questo caso, il fatto di avere un garage può far aumentare l’appeal del­l’appartamento, soprattutto in centro o nelle zone congestionate dal traffi­co e con scarsità di parcheggio.

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venerdì 17 ottobre 2008
inserito da Cristiano , 13.50 | link | 0 commenti |

L'incarico di vendita

L'incarico di vendita presentato dagli agenti può presentarsi in due forme diverse:

a) come un contratto in forma di scrittura privata che intercorre tra il vendi­tore e il mediatore;

b) come lettera indirizzata all’agen­te o, comunque, come atto unilaterale del venditore.

Quest’ultima impostazione», si legge nello studio del­la Camera di Commercio di Roma, «sembra mirare a invertire i ruoli facendo apparire il venditore come au­tore delle clausole per lui gravose, trasformandolo quindi in proponente quando, in realtà, egli è chiama­to ad accettare le clausole contenute nel modulo o for­mulario predisposto dall’agente

Dal momento che invece il formulano è di fatto predisposto dall’agente, sembra senz’altro preferibile la scelta di quanti concepiscono la modulistica relati­va all’incarico di vendita sotto forma di scrittura privata tra venditore e mediatore, con la sottoscrizione di entranbe le parti.

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mercoledì 15 ottobre 2008
inserito da Cristiano , 11.42 | link | 0 commenti |

Scegliere il mutuo

La scelta del finanziamento è uno dei capitoli più spinosi dell’intera operazione di compravendita. So­prattutto oggi, più che in passato, molte persone an­che di alta cultura ma senza alcuna specializzazione finanziaria si trovano di fronte a dilemmi che non san­no sciogliere. E quindi optano, senza soppesare bene tutte le conseguenze, per il (classico) mutuo a tasso fisso. Oppure, al contrario, attratti da un più basso tasso variabile (in genere un paio di punti in meno), scelgono quest’ultimo per avere una rata mensile (o semestrale) più bassa.
A complicare ancora di più le cose ci si è messa l’in­gegneria finanziaria che, applicata ai prestiticasa, permette di presentare una gran quantità di soluzioni pratiche molto diverse dalla classica alternativa mu­tuo a tasso fisso o a tasso variabile. Soluzioni articola­te che in teoria dovrebbero soddisfare tutti i gusti, ma in realtà confondono ancora più le acque a chi non ha un’adeguata preparazione, cioè a quasi tutti. E anche chi ha buone basi finanziarie deve scegliere avendo in mente che cosa potrà succedere in futuro: dunque an­che lui sta facendo una scommessa che potrà vincere o perdere.
C’è da aggiungere che non sempre, come si faceva una volta, l’interlocutore è una banca. Spesso è lo stesso agente immobiliare che ha accordi con qualche isti­tuto di credito e quindi spinge per le soluzioni che ha a disposizione scartando a priori altre possibilità che magari si attaglierebbero meglio al profilo di chi ac­quista casa­.

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martedì 14 ottobre 2008
inserito da Cristiano , 12.38 | link | 0 commenti |

Gli interventi agevolati

Ecco alcune indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate a proposito dei lavori agevolati all’interno degli appartamenti e negli spazi comuni condo­miniali. Ricordiamo che sul sito dell’Agenzia (www.agenziaentrate.it) pote­te trovare una guida completa allo sconto del 36%, basta cliccare sotto l’ico­na “Le guide dell’Agenzia”).
In casa sono agevolati gli interventi di manutenzione straordinaria, la ma­nutenzione ordinaria rientra nel conteggio solo se fa parte di un lavoro più ampio. Rientrano nel bonus interventi come:
• accorpamento di locali o di altre unità immobiliari;
• ampliamenti con demolizioni e ricostruzioni aumentando volurnetrie esistenti a patto di non creare nuove unità immobiliari autonome (il re­cupero del sottotetto ma senza un’entrata indipendente, ad esempio);
• nuova costruzione di box e gange pertinenziale, anche in proprietà co­mune a tuffi i condomini;
• nuova apertura di finestre o modifica di quelle preesistenti, sostituzione con materiali e sagome diverse;
• sostituzione degli infissi per contenere l’inquinamento acustico e com­battere gli sprechi energetici;
• nuovi impianti di riscaldamento autonomo o riparazioni con ammoder­namento o innovazioni;
• rifacimento e sostituzione di muri interni; realizzazione di nuovi sop­palchi;
• messa a norma degli impianti;
• eliminazione delle barriere architettoniche, sostituzione di scalini con rampe, rimpiazzo dei sanitari mettendone altri, adatti ai disabili;
nuovi impianti o messa in sicurezza dei vecchi;
• interventi per aumentare la sicurezza domestica come la sostituzione di prese e del tubo del gas;
• installazione di rilevatori di fughe di gas e dispositivi antincendio;
• realizzazione sugli immobili (appartamento e condominio) di strumen­ti tecnologici idonei a favorire la mobilità interna ed esterna dei disabili.
Non rientrano tra le spese agevolate gli acquisti di beni come i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco o le tastiere espanse.

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lunedì 13 ottobre 2008
inserito da Cristiano , 15.54 | link | 0 commenti |

L’onorario cambia a seconda della località

La voce «onorari» può variare per lo stesso importo della transazione secondo le diverse località anche perché con essa vengono remunerati anche i costi dello studio che possono essere sensibilmente diversi da città a città: per cui una certa voce, per il medesimo ti­po di atto, potrebbe anche essere maggiore o minore del 30-40 per cento circa.


Esso può variare rispetto allo studio della pratica, rimborso spese ge­nerali e compensi (ex articolo 34) sono quelle che pos­sono variare in relazione alla difficoltà della pratica.


Sono considerati anche altri costi come l’estratto della delibera autorizzativa del rappresentante dell’impresa e la visura del Registro delle Imprese a nome dell’impresa.
Nelle anticipazioni per acquisto da impresa non è considerata l’Iva, che si paga a parte e non al notaio.

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venerdì 10 ottobre 2008
inserito da Cristiano , 14.07 | link | 0 commenti |

Farsi fare un preventivo di massima dal notaio

La persona che si appresta ad acquistare una casa può avere dal notaio l’indicazione del costo complessi­vo dell’acquisto, ma occorre che:

1. Indichate quale sarà il prezzo finale (per poter calco­lare l’imposta e l’onorario).
2. Date al notaio la documentazione occorrente per va­lutare la maggiore o minore complessità degli accertamenti che egli dovrà compiere (copia dei precedenti atti di proprietà).
3. Abbiate con il notaio stesso, o con un suo qualificato collaboratore, un colloquio preliminare per l’esame di eventuali aspetti particolari (problematiche fa­miliari e/o fiscali).

Soltanto se avrà in mano tutti questi elementi il no­taio potrà procedere al calcolo delle imposte, delle spese e degli onorari con buone probabilità che tale calcolo preventivo corrisponda poi al costo definitivo dell’operazione (qualche fatto imprevisto può na­turalmente determinare, in alcuni casi, maggiori costi).

Il cliente ha diritto di sapere in anticipo quanto co­sterà l’acquisto, ma il notaio ha il dovere di rispondere solo quando disponga di tutti gli elementi necessari. Se un notaio risponde senza avere in mano tutti gli ele­menti di cui abbiamo parlato, potranno facilmente emergere fattori in grado di cambiare profondamente la cifra da pagare.

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martedì 7 ottobre 2008
inserito da Cristiano , 15.47 | link | 0 commenti |

I segreti delle inserzioni

Occorre procurarsi tutte le più attendibili pubblicazioni che riportano le inserzioni di chi vende casa nella propria città. Un minimo di studio preventivo, magari con l'aiuto di un agente immobiliare, potrà identificare nella propria città quelle pubblicazioni che riportano soprattutto le offerte che passano attraverso le agenzie e quelle che invece sono utilizzate soprattutto dai privati. È importante fare questa distinzione perché le agenzie usano una sorta di codice cifrato per indicare le caratteristiche dell'immobile.
Mentre i privati sono meno standardizzati. Per esempio, nei giornali che pubblicano soprattutto (ma non solo, naturalmente) le inserzioni dei mediatori, si scoprono alcuni segni indicativi che possono già orientare chi sa leggerli. Vediamo di farne un piccolo elenco:

- Intermediari: significa che c'è già un agente di mezzo, inutile che si facciano avanti altri agenti. Ma naturalmente questo non è sempre vero perché molti venditori privati hanno scoperto che se scrivono questa parolina saranno scocciati meno dalle agenzie.
-Piano alto: se non se ne parla vuoI dire che si tratta di un piano intermedio o, in alcuni casi, addirittura basso. Il piano alto viene infatti sempre pubblicizzato come una qualità aggiuntiva. -Adatto anche a uso ufficio: significa, quasi sempre, che siamo in presenza di un immobile posto al primo piano o all'ammezzato. In altri casi viene segnalata questa opportunità quando siamo in una zona dove c'è molta richiesta di uffici.
Trattative riservate: significa che il prezzo è molto alto, tale da scoraggiare un buon numero di aspiranti acquirenti di livello basso e medio. Infatti, in questo caso il prezzo non viene mai riportato.

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martedì 30 settembre 2008
inserito da Cristiano , 11.30 | link | 0 commenti |

La rete degli agenti immobiliari

Se si hanno degli amici in questo settore (agenzie immobiliari o agenti di vendita), o se si vive in un piccolo centro, si può lasciare la propria richiesta, che deve essere preventivamente precisata (quanto deve essere grande la casa, che caratteristiche deve avere, quanto al massimo può costare, in che zona deve trovarsi l'immobile eccetera), a tutti gli agenti a cui si può arrivare.

In una grande città, però, è meglio cercare quelle agenzie che gravitano fisicamente nella zona che si è scelta.

A loro occorre lasciare tutti i dati necessari, perché sono le più specializzate, quelle che vengono a sapere prima quel che succede nell' area prescelta.

Di tanto in tanto occorre rinfrescare loro la memoria perché hanno un sacco di clienti, e molti amici, e in tempi di boom non riescono a star dietro alle richieste. Rispondendo alle inserzioni, inoltre, si entrerà via via in contatto con molte altre agenzie.

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mercoledì 24 settembre 2008
inserito da Cristiano , 16.07 | link | 0 commenti |

Come si cerca la casa

Sono sostanzialmente quattro i modi per cercare casa:

1. Rivolgersi agli agenti immobiliari.
2. Spulciare fra le inserzioni pubblicate dai giornali.
3. Spargere il passaparola fra amici e conoscenti.
4. Consultare i notiziari sulle aste e sulle vendite in blocco.

Il quarto punto riguarda soltanto chi ha tempo e può attendere l'occasione giusta.
Il terzo modo può essere attivato ma bisogna anche rendersi conto che difficilmente potrà dare buoni frutti, perché è come lanciare un sasso nell'oceano, soprattutto se si abita in una grande città e si decide di cambiare quartiere. Rimangono i primi due modi, che poi sono quelli classici per cercare casa.
L'uno non sostituisce l'altro, nel senso che devono essere attivati contemporaneamente.

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inserito da Cristiano , 15.42 | link | 0 commenti |

Frazionamenti immobiliari

Prima di vedere come molte famiglie abbiano puntato sui frazionamenti, occorre dare uno sguardo generale al settore. In questi anni il comparto immobi­liare ha vissuto una vera rivoluzione, per certi versi una rinascita. Compagnie di assicurazione, banche, grandi imprese erano piene di immobili che stavano lì come una specie di riserva patrimoniale, ma non ser­vivano a nulla perché all’interno mancavano le com­petenze per massimizzarne la gestione. Queste impre­se, a un certo punto, hanno compreso che, liberandosi di questa «zavorra», che può più utilmente essere ge­stita da imprese che si occupano solo di questo, avreb­bero potuto concentrarsi sul cosiddetto core business, cioè sul proprio business specifico. Compagnie, ban­che, grandi imprese hanno dunque cominciato a fare gli spin off immobiliari, ovvero a separare e a vendere
buona parte del patrimonio immobiliare. Ma chi l’ha comprato?
In veste di acquirenti hanno cominciato ad arrivare i fondi speculativi internazionali, soprattutto america­ni, come quelli di Morgan Stanley, Soros, JPMorgan, Lehman Brothers. O come quelli di Deutsche Bank. Questi fondi acquistano grandi lotti di immobili e do­po alcuni anni, dopo averli a volte ristrutturati e/o aver rinnovato il contratto di affitto, li rivendono lu­crando forti plusvalenze.
La rivendita di questi grandi patrimoni può avveni­re in vari modi: o direttamente per blocchi ad altri che provvederanno poi a utilizzarli direttamente o a riven­derli a loro volta frazionandoli, cioè vendendo le sin­gole unità immobiliari di ogni edificio; o tramite i fon­di immobiliari chiusi, che si possono creare anche di­rettamente «in conflitto d’interessi» (ovvero mettendo dentro un fondo creato da una propria società di ge­stione immobili che si possiedono); oppure frazionan­doli e vendendoli a pezzetti.

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lunedì 22 settembre 2008
inserito da Cristiano , 19.05 | link | 0 commenti |

Mutui: La clausola di risoluzione espressa

Nei mutui casa vi è spesso una clausola chiameta appunto "clausola risolutiva espressa" che è la pattuizione delle parti di un contratto che assumono un determinato adempimento a condizione risolutiva del contratto stesso.

La clausola risolutiva dunque manifesta i suoi effetti con la dichiarazione con cui la parte non inadempiente dichiara alla parte inadempiente di voler risolvere il contratto. Deve però trattarsi di un inadempimento determinato e comunque ingiustificato.

Le parti non possono dunque prevedere la risoluzione quale conseguenza di un generico inadempimento, ma questo deve essere specificato con riguardo ad una obbligazione determinata.

Guardate il video per capire meglio cos'è e di cosa si tratta:

video

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martedì 16 settembre 2008
inserito da Cristiano , 17.35 | link | 0 commenti |

Mutui: Dove bussare per trovare i quattrini

Lo sportello presso il quale avete già il conto corrente è la soluzione più semplice. Ma non sempre la più vantaggiosa.

Le banche , infatti, si stanno facendo un'agguerrita concorrenza e il mutuo è spesso l’arma usata per acchiappare nuovi clienti.

Ci sono banche specializzate nella concessione di mutui che non hanno normali sportelli operativi: si tratta di istituti come Unicredit Banca per la Casa, Micos Banca, Banca Ucb, Banca Woolwich, Macquaire, Systema mutui.

L’incasso della rata avviene di norma median­te la procedura Rid, con il prelievo automatico dell’importo della rata dal conto corrente.

Le condizioni offerte da questi istituti sono in linea con il mercato, ma molto spesso la loro offerta è più flessibile e sono in grado di fornire formule di finanziamento adatte alle esigenze più diversificate.

Spesso, inoltre, propongono soluzioni innovative.

Andate presso un numero di banche possibile, per farvi dare le informative e scontare il mutuo migliore.

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giovedì 11 settembre 2008
inserito da Cristiano , 15.59 | link | 0 commenti |

10 REGOLE PER DORMIRE SONNI TRANQUILLI

Ecco le regole fondamentali da conoscere per l’acquisto in costruzione e non correre inutili rischi:

1. informatevi sulla serietà di chi costruisce: attenzione, il costruttore non è l’impresa che edifica, ma la società che possiede il terreno e che in genere ha chiesto i permessi di costruzione;
2. chiedete i tempi di esecuzione delle opere e la data prevista per il rogito;
3. guardate con attenzione la pianta dell’appartamento e fatevi un’idea delle misure reali;
4. chiedete il prezzo di vendita e le modalità per una eventuale sua revi­sione;
5. versate gli acconti a più riprese, contestualmente all’avanzamento dei lavori;
6. esigete la fideiussione prevista dalla legge 122/2005;
7. leggete con attenzione il capitolato e concordate subito eventuali va­riazioni da apportare all’atto o la fornitura di accessori extra;
8. esigete la polizza postuma decennale contro vizi e difetti dell’opera, prevista anch’essa dalla legge 122/2005;
9. non versate mai tutto il denaro prima del rogito;
10. chiedete l’impegno a stipulare l’atto per il frazionamento del mutuo e dell’ipoteca, contestualmente al rogito.

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mercoledì 10 settembre 2008
inserito da Cristiano , 12.37 | link | 0 commenti |

La casa in cooperativa

“Dal produttore al consumatore”. Il messaggio è semplice: se si saltano i passaggi intermedi la merce costa meno. Nelle cooperative il concetto vie­ne esaltato al punto che produttore e consumatore finiscono per coincidere: il socio della cooperativa si costruisce la sua casa.
Per questo comprare casa in cooperativa può essere un ottimo sistema per risparmiare soldi. Quando funziona. Nel passato infatti l’acquisto in cooperativa si è spesso dimostrato ancora più rischioso dell’acquisto da un costruttore privato e con minori prospettive di rientrare in possesso di al­meno una parte dei soldi versati.
Quando falliva un’impresa immobiliare, chi aveva versato i soldi era creditore nei confronti del costruttore e per lo meno poteva avanzare qual­che diritto su quello che rimaneva in cassa. Se falliva una cooperativa, il so­cio era anche costruttore e quindi non poteva avanzare pretese di credito nei confronti di nessuno. Usiamo con una certa soddisfazione i verbi al passato perché le garanzie previste dalla legge 122/2005 si applicano oggi anche alle case in cooperativa e quindi si può pianificare con più tranquillità l’acquisto (adottiamo questo termine anche se giuridicamente impro­prio: in realtà il socio non compra una casa, ma ne ottiene l’assegnazione).
Intendiamoci, come succede sempre, quando una cosa costa meno pre­senta qualche svantaggio in più. Il primo è che, anche se le case in coope­rativa oggi non hanno più l’aspetto di casermoni ultrapopolari, non ci si possono certo aspettare capolavori di estetica o finiture di gran pregio.
Il secondo sta nei tempi di prenotazione dell’alloggio: in una casa in co­struzione è in genere buona norma acquistare a lavori già avanzati e quan­do un certo numero di appartamenti risulta prenotato. In questo modo si limitano i rischi connessi all’operazione. In una cooperativa agire in que­sto modo risulta quasi sempre controproducente. Infatti gli alloggi hanno più o meno tutti il medesimo costo al metro quadrato e quindi chi prenota prima può scegliere le unità immobiliari agli ultimi piani e quelle meglio esposte. Nell’edilizia privata, invece, c’è sempre una differenza di prezzo determinata dal valore di mercato e non sempre chi sceglie per primo è in­teressato agli appartamenti che costano di più.

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inserito da Cristiano , 12.20 | link | 0 commenti |

Come fare ricorso contro una tariffa notarile ritenuta esosa

La parcella del notaio è soggetta al controllo del Consiglio Notarile, che può approvarla su richiesta del notaio stesso (qualora il cliente si rifiuti di pagarla) o del cliente (se, dopo averla saldata, la contesta).


Prima di arrivare a una contestazione formale, è certamente preferibile un controllo preventivo e cioè, un parere, chiesto al Consiglio notarile competente, sulla congruità della richiesta e soprattutto sulla con­creta applicazione della tariffa.


Il consiglio principale è però quello di chiedere un preventivo di massima, portando in visione le mappe catastali il prezzo dell'immobile da acquistare e tutti gli altri documenti in vostro possesso, in modo che il notaio possa formulare anticipatamente un preventivo il più possibile veritiero, tutto ciò bisognerebbe farlo prima di procedere con la stipula dell’atto.

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martedì 9 settembre 2008
inserito da Cristiano , 20.13 | link | 0 commenti |

Il variabile più basso

A tutt'oggi, la banca che pratica il tasso più basso sul mutuo variabile è ancora Ing (www.ingdirect.it), con spread che vanno da 0,8 a 1,2 punti a seconda del mix fra durata e importo.

Può darsi che i concorrenti tra non molto escano con dei prodotti altrettanto competitivi se non migliori, ma uno sguardo a questo sito dovrebbe comunque essere d’obbligo, perché Ing è una banca virtuale (presente cioè solo su Internet e senza sportelli) specializzata nel praticare le migliori condizioni possibili.

Inoltre, allo stato attuale Ing è l’unica banca in grado di offrire una qualsiasi durata intermedia compresa tra i 5 anni (minimo per considerare questo prestito a lungo ter­mine e portarlo in detrazione nella dichiarazione dei redditi) e i 30: per esempio, 12,15,o 22 anni.

Per informazioni sul calcolo mutuo e per sapere quali sono le condizioni migliori proposte dai vari enti finanziatori per l'acquisto di un immobile cliccate sul sito Mutuo-prestito.org

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lunedì 8 settembre 2008
inserito da Cristiano , 15.47 | link | 0 commenti |

Come si calcola il valore catastale della seconda casa

Il valore congruo per l’Erario in caso di acquisto di abitazio­ni diverse da quella principale oltre che per box, garage e posti auto che non sono pertinenze della prima casa si ottiene moltiplicando la rendita catastale (sempre rivalutata del 5%) per 120.

Ritornando all’esempio di pri­ma, con una rendita base di iooo euro si ottiene un imponibile minimo di 126.000.

In pratica basta moltiplicare il valore di partenza (cioè la rendi­ta senza rivalutazione del 5%, quella che troviamo al catasto, nel rogito o nel 730) per il coefficiente126.


Anche in questo caso il nuovo motiplicatore vale ai soli fini delle imposte indirette dovute sugli acquisti (registro, ipotecarie e catastali), con esclusione dell'Iva.


Inoltre, l'aumento non ha nessun effaeeto sull'Ici.


Per ulteriori informazioni potete consultare la voce Consulenza Mutuo.

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giovedì 4 settembre 2008
inserito da Cristiano , 14.03 | link | 0 commenti |

Come si calcola il valore catastale della prima casa

Ai fini fiscali il valore da dichiarare è quello che si ottiene mol­tiplicando la rendita catastale, aggiornata del 5%, per 110. Ricordatevi che quando si dice che il coefficiente moltiplicatore è 115,5 significa che è il pa­rametro da applicare alla rendita senza rivalutazione. Il risultato non cam­bia: dire rendita maggiorata del 5% (quella che si indica nel modello Uni­co) moltiplicata per no è come prendere la rendita catastale senza rivaluta­zione (quella che è indicata nel rogito, al catasto o sul modello 730) e molti­plicarla per 115,5. vediamo con un esempio: immobile con rendita di 1.ooo euro. La rendita aggiornata è di 1.o5o euro che, moltiplicata per 110, dà un risultato di 115.500 euro. Se moltiplichiamo la rendita base di 1ooo, quin­di non aggiornata, per 115,5 abbiamo lo stesso risultato di 1155oo euro. L’importo così ottenuto trova applicazione per le imposte indirette dovute sugli acquisti (registro, ipotecaria e catastale), con esclusione dell’Iva (che deve essere applicata sul prezzo di vendita effettivo). L’aumento dei molti­plicatori, già in vigore dall’agosto 2004, non ha nessun effetto, invece, sul­l’Ici la cui base imponibile è sempre pari alla rendita catastale, maggiorata del 5%, moltiplicata 100.

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inserito da Cristiano , 13.14 | link | 0 commenti |

Denunciare all'Antitrust la negata portabilità del vostro mutuo

Se in banca non accettano la portabilità del vostro mutuo, cioè il suo trasferimento a un altro istituto di credito che vi ha offerto condizioni migliori, oppure lo consentono facendovi pagare delle spese, ricordate che trasferire il mutuo usando la surrogazione è un vostro diritto sancito dalla legge. E deve essere totalmente gratuito.

Mittente: (nome e indirizzo, telefono e recapito, indirizzo e-mail per avere risposta dall'Autorità)

All’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato P.zza Giuseppe Verdi, 6/A00198 ROMA antitrust@agcm.it
Alla sede centrale della banca ...(indicare denominazione banca) (indirizzo) casella e-mail

Luogo e data

Oggetto: segnalazione del comportamento anticoncorrenziale della banca ........ (indicare la denominazione della banca preso cui ci si è recati a chiedere l'applicazione della surrogazione del mutuo) agenzia di Via ....... (indicare indirizzo e città).

Vi segnalo con la presente il comportamento a mio parere anticoncorrenziale della banca ...................................... (indicare denominazione banca). Relativamente alla mia richiesta di portabilità del mutuo ex articolo 8 della legge 40 del 2007. In data ..............(indicare giorno della visita in banca) mi recavo presso l'agenzia di ............ (indicare indirizzo e Città) della banca .............. (indicare la denominazione della Banca) e parlavo col signor ............................... (indicare nome del consulente della banca con cui si è parlato). Chiedevo di attuare la surrogazione per il mio mutuo contratto in data ..................(indicare data di stipula del mutuo che si vuole trasferire) con la banca .................. (indicare denominazione della banca con cui si è stipulato il mutuo in essere) Il signor................... mi diceva che la - la banca non accettava la surrogazione, con la seguente motivazione ................................. oppure - la banca per la surrogazione chiedeva queste spese................................................................. (indicare in dettaglio spese di istruttoria, perizia, assicurative e del notaio). La banca non ha accettato la mia scrittura privata ma ha chiesto un atto unico dal notaio. Chiedo dunque un Vostro intervento in quanto si ravvisa nel comportamento descritto, la mancata applicazione dell'articolo 8 della legge 40/2007, e dunque un grave ostacolo alla concorrenza nel mercato italiano dei mutui.

In attesa di un Vostro riscontro vi porgo distinti saluti.

Firma.

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giovedì 14 agosto 2008
inserito da Cristiano , 01.24 | link | 0 commenti |

Mutui: Le causole perfide

Nei contratti di mutuo, ci sono molte clausole perfide; alcune sono verosimilmente vessatorie e potrebbero essere tolte dal giudice (ma naturalmente non c’è certezza sulle sentenze), altre sono, più semplicemente accettabili soltanto a fatica e in cambio di chiari vantaggi economici. Riportiamo le situazioni più gravi.
Tasso d’interesse arbitrario: si tratta di un fenomeno in via di estinzione,
ma la clausola è pericolosissima, perciò non bisogna mai abbassare la guardia. Se è scritta in un contratto di mutuo o si elimina o è meglio evitare di concludere quel contratto, a costo di dover ricorrere ad un mutuo più caro:
Apparentemente più caro.
Ispezione della casa decisa in qualunque momento dalla banca, ma a carico del mutuatario: è una facoltà stabilita in molti contratti. In pratica risulta molto applicata, ma la sua vessatorietà è abbastanza evidente. Meglio toglierla, ma non è essenziale.
Il mutuatario deve chiedere il permesso alla banca per ristruttura casa: accettarla o meno dipende da ciò che si è intenzionati a fare con l’abitazione: se l’intenzione è di effettuare grossi lavori prima della fine del mutuo, o si elimina la clausola o conviene cambiare banca.
Il mutuatario deve chiedere il permesso alla banca per affittare casa:
come per la clausola precedente, non accettatela se intendete affittare l’abitazione
Limiti all’estinzione anticipata: è contraria alla legge bancaria (d. lgs. 1993, art. 40) la quale stabilisce che il debitore può sempre estinguere in anticipo il mutuo, tutto o in parte. Comunque i limiti posti dalle banche sono in genera di scarsa importanza: si riferiscono a particolari momenti dell’anno in cui non si può estinguere oppure alle dimensioni dei rimborsi minimi, perciò si può anche c­hiudere occhio. Attenzione, però, perché non sempre è così: potete trovate una clausola
che rimette all’arbitrio della banca la concessione di rimborsare in anticipo. In casi come questo la clausola va assolutamente fatta togliere.
Aumenti d’ipoteca, a spese del cliente e a semplice richiesta della banca: oltre che vessatoria, la clausola è inutile. La legge bancaria stabil infatti che, in presenza di clausole di indicizzazione (per esempio nei mutui a tassi variabili), l’ipoteca si adegua automaticamente al debito se questo aumenta; se non ci sono clausole di indicizzazione (mutui a tasso fisso) il debito non aumenta e quindi non c’è bisogno di accrescere l’ipoteca. Questa clausola va eliminata anche se è improbabile che venga applicata.
Il notaio della banca: poiché il notaio è pagato dal risparmiatore si deve chiedere di poterlo scegliere. Almeno due i vantaggi ottenibili: indicare il proprio notaio di fiducia o risparmiare denaro indicando un notaio meno caro di quello suggerito dalla banca

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giovedì 7 agosto 2008
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Le ricevute di pagamento del mutuo

Cosa succede se non si riceve a casa la documentazione, necessaria tra l’altro per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, di quietanza dei pagamenti delle rate di mutuo? Il contratto di mutuo è regolato dalla legge 1/9/93 n. 385 (Testo Unico delle leggi in materia bancaria e credi-tizia), articoli 38 e 199, e per qualche aspetto si fa riferimento alla legge 17/2/92 n. 154. Il mutuo viene ricompreso tra i” contratti di durata” per i quali le banche hanno l’obbligo di fornire alla clientela entro il limite stabilito dalla legge (cioè entro il 30 gennaio di ogni anno) apposita co­municazione scritta, chiara ed esauriente, Inoltre le “Istruzioni di vigi­lanza” della Banca d’italia emesse in materia hanno ribadito esplicita­mente che per i contratti di mutuo la comunicazione può essere omes­sa quando le informazioni siano già state fornite in corso d’anno, in particolare attraverso gli avvisi di pagamento. Pertanto, se non si riceve nessuna quietanza né alcuna comunicazione, la si deve richiedere, sen­za dover pagare nulla, con lettera raccomandata A.R spedita alla dire­zione della banca che ha erogato il mutuo.

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domenica 20 luglio 2008
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Cambiare mutuo

Può capitare che, dopo qualche tempo, si scopra che le condizioni del mutuo siano meno convenienti di quelle di altre banche oppure, come è successo ad esempio negli ultimi anni, che sia la discesa dei tassi di interesse di mercato (e quindi anche quelli dei mutui) a suggerire di negoziarne uno nuovo. Vediamo di fare chiarezza per evitare di farci ingannare dalle apparenze. Innanzitutto occorre sempre ricordare che il tasso di interesse del mutuo è soltanto uno (anche se importante) degli elementi per valutarne la convenienza. Estinguere un mutuo, sempre che il contratto lo renda possibile, per accenderne uno nuovo con la stessa banca o con un altro finanziatore, comporta tutta una serie di costi. Da quelli per l’estinzione anticipata a quelli per l’accensione del nuovo finanziamento, quasi tutti da pagare una seconda volta. D’altro canto da un paio d’anni, anche grazie all’intervento del Comitato Consumatori, cambiare mutuo non vuol dire perdere le detrazionifiscali che vengono mantenute con il nuovo mutuo. Come regola generale bisogna considerare che, alle ultime rate, cambiando si rischia di non risparmiare nulla. Questo perché, anche se i tassi saranno più favorevoli, la parte di interessi all’interno delle rate sarà sempre più ridotta, dato che gran parte del capitale è stato restituito. Le spese di cambiamento, quindi, incideranno pesantemente.

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sabato 19 luglio 2008
inserito da Cristiano , 17.48 | link | 0 commenti |

Come richiedere l'estinzione anticipata del mutuo

La legge riconosce il diritto di chi ha stipulato un contratto di mutuo di estinguere anticipatamente il suo debito nei confronti della banca.
Prima di effettuare questa operazione, informatevi esattamente presso la banca sui costi, in quanto oltre al rimborso del capitale residuo dovrete pagare anche una penalità’ , che sarà tanto più elevata quanta maggiore è la quota residua di mutuo.
In ogni caso, il costo dell’estinzione anticipata del mutuo deve essere specificamente indicato nel contratto.

Mittente: Nome e indirizzo del titolare del contratto di mutuo

Spedire a: Nome e indirizzo della Banca. raccomandata con avviso di ricevimento

Oggetto: Estinzione anticipata del debito contratto tramite mutuo ipotecario n. stipulato in data

La presente per comunicarVi che, ai sensi dell’art............del contratto di mutuo in oggetto, e comunque ai sensi dell’art. 40, I co. , D.Lgs. i Settembre 1993 n. 385, intendo procedere all’estinzione anticipata del mutuo ipotecario sopra indicato.

Vorrete pertanto tempestivamente comunicarmi l’importo del capitale residuo e le restanti somme da me dovuteVi in relazione a quanto sopra, calcolate e quantificate ai sensi delle condizioni contrattuali.

Vi chiedo sin d’ora di voler rilasciare dichiarazione di assenso alla cancellazione dell’ipoteca iscritta sull’immobile di mia proprietà sito in.......... da Voi iscritta a garanzia del mutuo in oggetto.
Con riserva di ogni diritto.

In attesa di Vs. riscontro porgo distinti saluti.


Firma

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mercoledì 16 luglio 2008
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I tassi d’interesse

Il tasso di interesse sull’importo del mutuo concesso dalla banca può essere sostanzialmente di due tipi: tasso fisso e tasso indicizzato. Nel primo caso l’importo delle rate da pagare rimane sempre lo stesso fino ad estinzione del debito. Nel secondo caso invece la rata è indicizzata ad un parametro di mercato, cioè ne segue l’andamento. Esistono vari meccanismi di calcolo in questo caso. Uno dei più diffusi è quello legato al tasso Ribor (Rome interBank Offered Rate, il tasso d’interesse rilevato quotidianamente sulle piazze finanziarie italiane sulla base delle transazioni bancarie e usato come indice guida per i prestiti in euro a tre e a sei mesi) al quale le banche aggiungono qualche punto percentuale (di solito due o tre punti in più). Questa differenza rappresenta il guadagno della banca sul prestito concesso. Il consiglio è quello di confrontare i tassi dei mutui offerti dalle varie banche.
Fate particolare attenzione ai cosiddetti tassi d’ingresso. parecchie banche, con la scusa che il tasso è variabile e che, pertanto le rate sono destinate a cambiare nel tempo, applicano sulla prima rata (più di rado su tutte quelle del primo anno) un tasso di interesse più contenuto per invogliare la sottoscrizione del mutuo. Ricordatevi che, in base alla legge sulla trasparenza bancaria, le banche devono esporre al pubblico i tassi di interesse in vigore e, per i mutui a tasso indicizzato, l’importo della rata, nonché il metodo e la periodicità di aggiornamento.

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martedì 15 luglio 2008
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I documenti richiesti per sottoscrivere un mutuo

La richiesta di un mutuo necessita di una serie di documenti che la banca vuole esaminare prima di dare il suo assenso.
Si parte da un documento di identità e dal codice fiscale: nel caso siate correntisti, è possibile che la banca sia già in possesso di una fotocopia. L’istituto di credito vi può poi chiedere lo stato di famiglia per verificare se avete persone a carico e, di conseguenza, se siete in grado di sostenere le rate di mutuo in funzione delle vostre entrate, per appurare le quali dovrete presentare la dìchiarazione annuale dei redditi. In alcuni casì le banche possono chiedere ai lavoratori dipendenti le ultime buste paga per accertare l’attuale lìvello di entrate al netto di eventuali trattenute extra aziendali (mensa, leasing auto, fondo mutualistico aziendale, prestito aziendale ecc.). Particolare attenzione viene rivolta al valore della casa, che costituisce l’effettiva garanzia del debito. È necessario presentare una serie di documenti a cominciare da una perizia eseguita sul posto da parte o di un ingegnere, di un architetto o di un geometra iscritto all’albo, con la quale viene stabilita l’ubicazione, lo stato di conservazione e l’età dell’immobile e da una verifica notarile, che ha lo scopo di accertare che non vi siano ipoteche, usufrutti o altri vincoli. In genere è la banca stessa che dispone queste perizie anche se, in alcuni casi, può accettare i risultati presentati con perizie pagate (a costi contenuti) da voi. Verrà anche richiesto un estratto di mappa del Nuovo Catasto Terreni e del Nuovo Catasto Edilizio Urbano. Allo stesso tempo vi sarà chiesta la sottoscrizione di una polizza di assicurazione dei fabbricati contro i danni da incendi, fulmini, gas e infortuni. La banca poi vuole essere sicura che il venditore sia l’effettivo proprietario dell’immobile: per questa ragione va presentata una copia del rogito precedente, dell’atto di successione (nel caso in cui il venditore abbia ricevuto il bene in eredità) o della licenza edilizia ottenuta dal costruttore se si acquista direttamente da lui. Se si è sposati, occorre presentare un certificato di matrimonio e la dichiarazione di assenso del coniuge (se cointestatanio dell’immobile) all’iscrizione dell’ipoteca. È infine necessario presentare copia del compromesso, il contratto preliminare con il quale le parti si impegnano a concludere la compravendita, che dimostra che state realmente acquistando la casa.

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sabato 12 luglio 2008
inserito da Cristiano , 17.42 | link | 0 commenti |

I costi aggiuntivi

Col mutuo (e con i propri risparmi) si deve pagare non soltanto la casa, ma anche una serie di costi accessori a cui non tutti pensano, è bene averli presenti, in modo da sapere quanto chiedere di mutuo.

Costi per la casa:
-agenzia (normalmente 3% più Iva= 3,6% del prezzo);
-imposte ipotecarie e catastale (per 500 euro in totale);
-imposta di registro (4% del prezzo indicato sul rogito, purchè si tratti di prima casa, altrimenti è l'8%);
-notaio (variabile senza una regola semplice, per un contratto di 100.000 euro, gli oneri vanno da 1.800 a 2.300 euro);
-ristrutturazione (tramite preventivi), trasloco e arredamento.

Costi per il mutuo:
-istruttoria (all'ingrosso: dai 300 ai 700 euro);
-perizia (Iva compresa, più o meno come l'istruttoria);
-assicurazione incendio e scoppio (per lo più dai 150 ai 350 euro di premio unico per un mutuo decennale);
-assicurazione temporanea morte (non obbligatoria), decrescente al decrescere del capitale da restituire (350-450 euro di premio per un capitale di 100.000 euro, un uomo dai 30 ai 40 e una durata di 10 anni; i premi vanno pagati in tal caso soltanto per i primi 5 anni);
-notaio (come sopra);
-imposta sostitutiva (0,25% del mutuo per le banche e 2% per le finanziarie).

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giovedì 10 luglio 2008
inserito da Cristiano , 10.38 | link | 0 commenti |

La novità di Banca Mediolanum

Recentemente, in una dichiarazione, il presidente Draghi ha sottolineato che le banche, soventemente, offrono ai nuovi clienti che stipulano un mutuo condizioni particolarmente concorrenziali rispetto ai clienti già esistenti.

In risposta, Banca Mediolanum lancia un nuovo progetto, “Mutuo Mediolanum Freedom”, una rivisitazione del vecchio “mutuo Reflex”. Si tratta di una grande novità, secondo quanto annunciato dal presidente Ennio Doris, infatti, il pagamento delle rate del mutuo, sia per vecchi clienti sia per quelli nuovi, avrà una rata inferiore dal primo settembre. Questo perché garantisce uno spread molto competitivo, ovvero tra lo 0,79 e l’1%, e diverse alternative sul fronte della flessibilità.

Il presidente Ennio Doris, durante una conferenza stampa, ha rivelato che hanno disposto di ridurre dello 0,64% il tasso di interesse sui mutui di tutti i loro clienti. Secondo le stime, si parla di quasi 7.500 clienti di cui 1.700 che hanno acceso il mutuo nel primo trimestre di quest’ anno.

I clienti non dovranno far nulla in quanto Banca Mediolanum invierà a tutti i propri clienti una comunicazione via posta in cui sarà specificato l’importo della vecchia rata, definita al momento del contratto di mutuo, nonché l’importo della nuova rata scontata, conseguita adottando la riduzione del tasso di interesse.

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giovedì 3 luglio 2008
inserito da Cristiano , 12.55 | link | 0 commenti |

Gli americani non sanno risparmiare!

Al giorno d’oggi i prezzi dei beni primari, secondari e dei servizi si sono alzati notevolmente quindi il nostro portafoglio rimane presto a corto di euro. La conseguenza è che i consumi sono calati e l’economia si è inceppata. Alcune notizie, trasmesse dai media, ci confondono, infatti non si è ancora riusciti a capire bene cosa hanno a che vedere i risparmiatori con i “famosi” mutui subprime e perché e come sono stati truffati. Cerchiamo di chiarire alcuni punti.
Il mutuo è una certa quantità di denaro che una banca concede a chi acquista una abitazione. Solitamente è un prestito a lungo termine e ha una durata che va dai dieci ai trenta anni. La banca, naturalmente, si tutela facendo periziare l’immobile da un tecnico, che in base al quartiere in cui è ubicato e alle sue dimensioni, lo valuterà.
Ovviamente, il prestito viene gravato dal tasso d’interesse che può essere fisso, rimanere quindi uguale nell’arco di tutta la durata del mutuo, o variabile, che varia in base al costo base del denaro, al quale l’erogatrice unisce una percentuale, chiamata spread, ossia il guadagno della banca. A garanzia del debito la Banca iscrive un’ipoteca che le permette di mettere in vendita la casa all'asta, nell’eventualità che il debitore sia inadempiente. Inoltre, alla banca non basta avere a garanzia la casa, vuole sapere qual è il reddito del richiedente e assicurarsi che lo stesso sia nelle condizioni di pagare le rate ogni mese.
Ma cosa c'entrano i risparmiatori? In passato le banche che erogavano mutui emettevano proprie cartelle fondiarie che venivano sottoscritte dai risparmiatori. Il rischio risultava quindi molto ridotto. Ma ora le banche, a partire da quelle americane, hanno trovato un modo più veloce per creare la liquidità necessaria per destinare i mutui, confezionano, quindi, quest’ultimi con un sistema chiamato cartolarizzazione. I titoli virtuali che ne conseguono avendo una garanzia subordinata dovrebbero essere privi di rischio e redditizi. Alcuni fondi hanno acquisito dei titoli derivanti dai mutui subprime che però non tenevano conto della capacità di rimborso dell’acquirente ma esclusivamente della garanzia dell’abitazione. Da questo si capisce che l’America possiede molte virtù, all’infuori del concetto del risparmio. Vivono sulla garanzia e sul debito, ma la garanzia deve essere un opzione al debito, e i prestiti non si concedono semplicemente sulla garanzia piuttosto sulla capacità di rimborso.
Persone senza scrupoli, con grandissimi guadagni e finti esperti hanno sottoscritto per i loro fondi titoli assai rischiosi, imbrogliando poveri risparmiatori.
Fortunatamente in Italia i mutui vengono concessi con un metro decisionale differente, proprio per questo non esiste il fenomeno dei subprime. Il nostro grande problema resta invece indiscriminato rialzo dei tassi di interesse.

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venerdì 27 giugno 2008
inserito da Cristiano , 12.29 | link | 0 commenti |

Alcuni punti del documento sulla convenzione banche e governo

La rinegoziazione assicura la riduzione dell’importo delle rate del mutuo da corrispondere con scadenza successiva al 1° gennaio 2009, ad un ammontare pari a quello della rata che si ottiene applicando all’importo e alla scadenza originari del mutuo il tasso di interesse come risultante dalla media aritmetica dei tassi applicati ai sensi del contratto nell’anno 2006.

Per i contratti stipulati, rinegoziati o accollati anche a seguito di frazionamento dopo il 31 dicembre 2006 l’importo della rata da corrispondere con scadenza successiva al 1° gennaio 2009 è pari a quello risultante sulla base dei parametri per il calcolo della prima rata di ammortamento
rispettivamente successiva alla stipula, alla rinegoziazione e all’accollo.

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martedì 24 giugno 2008
inserito da Cristiano , 13.14 | link | 0 commenti |

Mutui: le banche garantiscono il credito per l'economia

Corrado Passera, riguardo hai mutui subprime e stata la malagestione ha portare alla crisi, ne ha risentito tutta l'Europa continentale e l'Italia, anche se il bel paese un pò meno rispetto ad altri paesi, grazie alla cautela delle nostre banche.
Sicuramente ha osservato tutto ciò ha avuto gravi ripercussioni sulla crescita mondiale. Per fortuna, tante economie stanno continuando a cresce e ciò, in parte, compensa le perdite.
Alla domanda sulle politiche dei tassi della Banca Centrale Europea, C. Passera ha risposto: la Bce sta seguendo con autentica coerenza la propria politica e quindi è lei che decide i tassi.
Anche da questo punto di vista l'Italia si colloca abbastanza bene. Per quanto riguarda le sofferenze, quidi chi ha difficoltà a pagare un mutuo, stiamo sotto il 2%. Se poi guardiamo al rapporto tra le garanzie e il valore dei mutui stiamo parlando di rapporti assolutamente sani.
E ancora, per concludere ha detto che dal lato dei salari, sempre riguardando i mutui la cosa è gestibile in tutto e per tutto.

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sabato 21 giugno 2008
inserito da Cristiano , 19.16 | link | 0 commenti |

Mutui: sportello dedicato per Enti e Società Sportive

In Sicilia, più precisamente a Messina il Presidente e professore Giovanni Bonanno del Comitato Provinciale del Coni, ha comunicato che da martedì 10 giugno ed ogni secondo martedì del mese, dalle ore 8.30 alle ore 13, verrà aperto un apposito Sportello Informativo dedicato agli enti per la concessione ed erogazione di mutui a tasso agevolato, questi a favore di Enti Locali e Società Sportive per la costruzione, ristrutturazione, acquisto di aree ed attrezzature per impianti sportivi. Gli interessati possono prendere contatto con lo sportello informativo e gli impiegati preposti presso la sede del Comitato Provinciale del Coni al secondo piano di via Santa Maria dell'Arco 16 a Messina.
Per avere tutte le informazioni necessarie alla stipulazione di un mutuo, per scegliere quale mutuo e meglio per voi, o semplicemente per essere informati in materia, leggete la guida dedicata.
Guida al mutuo.

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lunedì 9 giugno 2008
inserito da Cristiano , 12.11 | link | 0 commenti |

Cosa fare se si viene iscritti al SIC

Se si viene iscritto al SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie) o per le banche, "Centrale rischi" come cattivi pagatori per il ritardato del pagamento di una o piu rate del mutuo senza essere in alcun modo avvisati da oggi è possibile fare ricorso contro la banca e vincerlo. E' quelo che è accaduto ad una coppia di commercianti di Palermo che, ottenuto dal Banco di Sicilia un mutuo ipotecario e ritardato il pagamento di alcune rate, si è ritrovata iscritta nella lista dei Sistemi di Informazione Creditizie (ex centrale rischi) senza che avessero dato il loro consenso al trattamento dei dati personali. I coniugi lo hanno infatti scoperto solo quando si sono visti respingere da un’altra banca la richiesta di un mutuo e per questo si sono quindi rivolti all’Unione nazionale consumatori che ha presentato ricorso al Tribunale. Il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Palermo, Luigi Petrucci, ha quindi condannato la banca al pagamento di mille euro più le spese legali come risarcimento del danno non patrimoniale nei confronti dei coniugi i cui nomi erano stati inseriti nella lista dei cattivi pagatori. La sentenza emessa dal giudice rappresenta per Andrea Garibaldi Pace, legale dei coniugi e responsabile dello sportello tutela credito dell’Unione nazionale consumatori, una grande vittoria perché per la prima volta è stato condannato un istituto bancario reo di aver commesso una palese violazione della privacy.

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mercoledì 4 giugno 2008
inserito da Cristiano , 15.01 | link | 0 commenti |

Mutui: I limiti alla facoltà di vendere

Quando si effettua un contratto di mutuo occorre prestare molta attenzione alle clausole che regolano la vendita anticipata dell'immobile. Infatti, una di queste vincola il debitore che non potrà vendere l'abitazione prima di aver finito di pagare il mutuo. Un altra, mediamente presente nei contratti, costringe a estinguere anticipatamente l'intero mutuo oltre a pagare la penale prevista da contratto. E' importante quindi valutare attentamente tutte le clausole inserite nel contratto, specialmente la prima, ed eventualmente chiedere che il vincolo non superi i 5 anni.
Ma cosa fare nel caso si voglia acquistare un'immobile su cui grava un mutuo? Ci sono due possibilità. La prima e di accollarsi il mutuo esistente, naturalmente nel caso il tasso d'interesse e le condizioni siano buone e quindi continuare a pagare le rate al posto del precedente proprietario. Solitamente gli istituti bancari sono favorevoli a questo "cambio" in quanto risparmiano sui costi necessari alla stipula di un nuovo contratto. La seconda possibilità è di chiedere al proprietario di estinguere il mutuo usufruendo eventualmente di un vostro acconto. Ricordiamo comunque che quest'ultima non sempre risulta conveniente al venditore in quanto l'istituto creditore esigerà la famosa penale per compensare il mancato guadagno degli interessi .

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giovedì 29 maggio 2008
inserito da Cristiano , 16.08 | link | 0 commenti |

Mutui: Sostituzione mutuo

Sostituzione Mutuo. Si parla spesso ora mai di sostituzione del mutuo, modalità che tende a cambiare un mutuo già aperto con un altro mutuo presso un'altro istituto di credito, o banca. Altre volte però con questo termine sostituzione mutuo si intende la procedura di rinegoziazione del proprio mutuo.
La sostituzione del mutuo con uno aperto in un'altro istituo di credito è la cosi detta pratica di surroga. Con la surroga in poche parole si apre un nuovo mutuo presso una banca e questo mutuo servirà ad chiudere il vecchio mutuo che magari è svantaggioso. Inoltre la surroga prevede che le ipoteche del primo mutuo, così come tutte le altre garanzie siano passate al nuovo mutuo.
La ninegoziazione dei mutui invece è un modo per modificare le condizioni di contratto del mutuo che abbiamo aperto in precedenza con delle nuove condizioni.
Se ad esempio abbiamo un mutuo a tasso variabile e siamo stufi di vederci tutte le volte cambiare la rata del mutuo, possiamo rinegoziare le condizioni del mutuo stesso e passare ad un altro tasso con rata fissa. Le clausole che potete cambiare sono molte, la rinegoziazione così come la surroga sono benefici che però prevedono dei costi, anche se di basso importo, da sostenere.
Spero che le due definizioni di surroga e di rinegoziazione, spiegate in modo semplice abbiano vi siano di aiuto e sopratutto la differenza tra le due opzioni che vengono utilizzate per sostituire il proprio mutuo.

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martedì 27 maggio 2008
inserito da Cristiano , 16.01 | link | 0 commenti |

L'Adiconsum chiede miglioramento dell'accordo

L'Adiconsum associazione dei consumatori ha apprezzato l'intesa sui mutui raggiunta tra il Governo e le banche ma chiede al Governo di considerarla una manovra minima rispetto alla rinegoziazione e alla surroga gia' presente nelle leggi in vigore. E in tutti i casi, sottolinea l'associazione dei consumatori, sono necessarie ed indispensabili altri miglioramenti. Fra questi: il riferimento ai tassi del 2005 e non quello del 2006. Questo per ampliare la possibilita' di contenimento della rata da parte delle famiglie disagiate; la possibilita' di sdebitarsi dagli interessi addebitati sul conto corrente del mutuo nel caso in cui i tassi di interesse si abbassino, lasciando al mutuatario la scelta dell'importo della rata; l'obbligo di un'informazione trasparente e totale al cliente sulle possibilità, gli aggravi del costo dei maggiori interessi e del allungamento della durata del mutuo.

Guida a Consulenza Mutuo.

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lunedì 26 maggio 2008
inserito da Cristiano , 16.06 | link | 0 commenti |

Le associazioni dei consumatori attaccano l'Abi

L'Adusbef e Federconsumatori attaccano la convenzione sulla rinegoziazione dei mutui e annunciano una class action contro Abi. In una nota, le due associazioni invitano a non credere al decantato risparmio, di € 850 l’anno a famiglia, annunciato dall’esecutivo che, prevedono, “si trasformerà in un boomerang per governo e per il ministro dell'economia Tremonti”.


Non c’è nessun beneficio per 3 milioni di famiglie indebitate con un mutuo a tasso variabile, per responsabilità delle banche, ad aderire all'accordo truffa Governo-Abi. I risparmi promessi dall’accordo sono del tutto ingannevoli e privi di ogni fondamento.


Adusbef e Federconsumatori chiedono al governo, Abi e banche, di dimostrare la reale convenienza dei risparmi promessi. La nota prosegue inoltre dicendo che le banche ci guadagnano doppiamente, sia fidelizzando il cliente sia con l'allungamento del debito residuo, incassando interessi maggiori e commissioni maggiori sulle rate dei mutui.
Guida a Consigli mutuo.





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domenica 25 maggio 2008
inserito da Cristiano , 17.29 | link | 0 commenti |


Tipo di tasso
Importo mutuo Euro
Durata del mutuo anni
MutuiOnline S.p.A. - Cap. Soc. 1.000.000 Euro, mediatore creditizio iscritto all’albo U.I.C. (n°235)